Melodramma in due atti
La Straniera, 1.Akt
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Libretto: FELICE ROMANI

Atto secondo

Scena prima
I

PRIORE
Udimmo.
Il tuo racconto avvalora i sospetti.
A lei d’innante sosterrai
tu quanto hai riferto a noi?
Rifletto ancor.

OSBURGO
E dubitar ne puoi?
Quel che vid’io soltanto,
e vider meco tutti costor,
narrai.
Piacesse al cielo
ch’ella sgombrar potesse
ogni sospetto.

PRIORE
L’accusata si guidi al mio cospetto.

OSBURGO
(Ardir:
Non puote Arturo custodito smentirmi,
e compro ha l’oro chi lo trasse dall’onde
e a lui soccorse.)

II
entra Alaide condotta dalle guardie

CORO
tenori, bassi
Eccola.

PRIORE
(E a tanto error costei trascorse?)
T’appressa.....
e il ver rispondi.
Chi sei tu?

ALAIDE
con maestà
La Straniera.
A me tal nome diè la sventura,
e cancellò per sempre
quel ch’io portava ai dì ridenti.
Io l’obbliai.

PRIORE
(Qual voce!
E quali accenti!)
Ier fu morto e spinto
Valdeburgo nel lago,
e tu sul lido, di sangue intrisa,
rinvenuta fosti sbigottita, tremante.
Il tuo terrore, il tuo stesso parlar
ed il mistero in cui t’avvolgi,
sono bastanti a farti comparir delinquente.
Discolparti puoi tu?

ALAIDE
Sono innocente.

PRIORE
Fosti di tanto eccesso tu spettatrice?

ALAIDE
No.

PRIORE
Vedesti almeno la vittima?

ALAIDE
Neppur.

PRIORE
Perchè dicesti ch’era all’ucciso
l’amor tuo funesto?
Alaide tace vivamente commossa
Perchè? favella.

ALAIDE
Mio segreto è questo.

PRIORE
Sciagurata! Lo svela.
Il segreto ti perde.

CORO
In tua difesa nulla produr puoi tu?

ALAIDE
Nulla.

PRIORE
E non sai qual t’aspetta destin?

CORO
Morte è sospesa sul capo tuo.

ARTURO
Morte cadrà sul mio.

OSBURGO, CORO
Arturo!

ARTURO
Ella è innocente:
Il reo son’io.

OSBURGO
Giudici, nol credete....
egro ei giacea.....
vaneggia ancor, delira.

ARTURO
Ribaldo!
E chi t’ispira si ria menzogna?
Io Valdeburgo uccisi,
lo giuro, o Cavalier,
io che furente,
e ben lo sa costui,
un mio rival credea punire in lui.

ALAIDE
(Misero!)

OSBURGO
(Ei s’è perduto.)

CORO
Il ver parlò?
Il ver parlò?

PRIORE
Straniera, udisti il Conte.
È desso l’uccisor?
Tu taci?
Assolta non sei perciò:
complice sua creduta esser tu puoi.

ARTURO
Complice mia!

CORO
La scure ambidue
può colpir nel tempo istesso.

VALDEBURGO
Ambi sian sciolti!

ALAIDE, ARTURO, CORO
Ah!!
Valdeburgo!
Ah! è desso.
Valdeburgo!

VALDEBURGO
Sì li sciogliete, o Giudici,
non avvi in lor delitto:
in singolar conflitto
caddi d’Arturo, d’Arturo al piè.

CORO
Oh! qual prodigio!

PRIORE
E sorgere te dalla tomba io miro!

VALDEBURGO
Bando al terror....
miratemi:
l’aura vita! ........
respiro.

Alaide si precipita nelle braccia
di Valdeburgo.

ALAIDE, ARTURO, PRIORE, CORO
Tu vivi! Tu vivi!
Oh! prodigio!

VALDEBURGO
Del lago in mezzo ai vortici
un Dio soccorse a me.....

ALAIDE, ARTURO, CORO
Oh! prodigio!
Ah! tu vivi!

VALDEBURGO
Un Dio soccorse a me....

CORO
Oh! qual prodigio,
qual prodigio,
il ciel oprò, oprò!

ARTURO
Oh gioia!

VALDEBURGO
Scostati:
Morto son io per te.

ARTURO
Oh! Valdeburgo!

VALDEBURGO
Arrestati:
a me straniero sei.
ad Alaide
Meco tu vieni, o misera,
lunge da queste porte,
ove celar le lagrime
ti scorgerà la sorte,
ti scorgerà la sorte:
tomba ove ignota scendere
la terra a te darà...
ah! vieni, sì, vieni,
tomba ove ignota scendere
la terra a te darà,
tomba ignota a te darà,
tomba ignota a te darà,
a te darà.

CORO
Odi: partirsi incognita
non può da noi costei;
la legge il vieta:
scoprasi, scoprasi.

VALDEBURGO
al Priore
A te si scoprirà.

PRIORE
Ah!

ALAIDE
Taci.

PRIORE
al Coro
Uscir puo`libera...
ad Alaide
A noi perdona e va.

VALDEBURGO
Meco tu vieni, o misera,
lunge da queste porte,
ove celar le lagrime
ti scorgerà la sorte,
ti scorgerà la sorte:
tomba ove ignota scendere
la terra a te darà...
ah! vieni, sì vieni,
tomba ove ignota scendere
la terra a te darà,
tomba ignota a te darà,
tomba ignota a te darà,
a te darà.

CORO
Mistero inesplicabile:
costei chi mai sarà,
chi mai sarà

VALDEBURGO
Ella perdona, ella perdona
ed ultimo eterno addio,
addio vi dà,

CORO
costei chi mai sarà?
Chi mai chi mai sarà?

VALDEBURGO
ella perdona, ella perdona
ed ultimo eterno addio vi dà,
ella vi dà, ella vi dà, ella vi dà,
ella vi dà, ella vi dà.

CORO
Chi mai sarà? Chi mai sarà?
Chi mai sarà? Chi mai sarà?
Chi mai sarà? Chi mai sarà?

III

PRIORE
Tu che osasti mentir.....
in faccia a questa augusto tribunal,
trema.
Se astretto da possente cagion....
lascio per ora impunito il misfatto,
io nol perdono.

OSBURGO
Se reo son io,
nol sono che di soverchio zel.....

PRIORE
Alla tua colpa scuse non ricercar,
se in vestigarne la cagion non cerco.
Esci, e presente abbi al pensiero
che i passi tuoi sono esplorati
e a me fuggir non puoi.

Scena seconda
I

ARTURO
A tempo io giungo....
Ei non parti.....
qui trasse la soffrente Alaide....
Ma... con qual cor, con qual fronte
di Valdeburgo sosterrò l’aspetto,
io tinto del sangue dell’amico?
Ebben, vendetta prenda di me qual vuol,
pur ch’ei m’ascolti, pur che un istante
sol vegga il mio pianto!

va per entrare:
si presenta Valdeburgo

VALDEBURGO
Tu qui!.....

ARTURO
Deh! Valdeburgo....

VALDEBURGO
E osar puoi tanto?
Chi ti conduce a me?

ARTURO
Dolor, rimorso,
vergogna, amor,
tutti gli affetti insieme
che più straziano un cor....
Oh! tu che amico m’hai stretto al sen,
del mio soffrire estremo
tu non avrai pietade?
A me per sempre
chiuder vorrai le braccia?

VALDEBURGO
Il sangue sparso
fra noi s’innalza.
E ci divide,
e tronca ogni legame
che nostr’alme unia....
Lasciami.

ARTURO
Non andrai, m’uccidi in pria

VALDEBURGO
Che vuoi da me?
Che ardisci......
Sperare ancor?

ARTURO
Il tuo perdono
e quello dell’offesa Alaide.

VALDEBURGO
Il mio
pausa
s’ei puote consolarti un istante...
io noi ricuso;
quel d’Alaide....
solo in ciel l’avrai.

ARTURO
Ch’io l’implori da lei......

VALDEBURGO
Da lei!
Giammai.

ARTURO
alterandosi
E chi potria vietarmi
ch’io mi prostri al suo piè?

VALDEBURGO
Tu li chiedi?
Il vieta d’Alaide
la vita e la sua pace.
Egra, languente giace,
priva di sensi quasi.....

ARTURO
Ella!
Gran Dio!
Sgombrami il passo....
io son furente, insano.....

VALDEBURGO
Fermati,
e un’altra volta arma la mano.
Sì......
Sulla salma del fratello
t’apri il passo,
a lei t’invia:
del mio sen tu sai la via,
non ti resta che ferir.

ARTURO
Ah pietà!
non io, non io favello;
è un amore disperato,
è un amore disperato,
è il dolor d’un cor piagato,
è l’angoscia, è l’angoscia del morire....

VALDEBURGO
Infelice!

ARTURO
ah pietade, a te mi prostro,
ch’io la vegga,
ch’io la vegga un solo istante!

VALDEBURGO
Vanne dunque,
e reca, o mostro,
morte a lei col tuo sembiante....
Leggi in volto alla giacente
il terror, il terror di te presente;
da quel labbro scolorito
odi un muto maledir.....

ARTURO
come colpito
Ah! non più....
così abborrito?

VALDEBURGO
Tu lo merti...

ARTURO
Oh! rio..... martir!.....

VALDEBURGO
Tu lo merti, sì.....

ARTURO
Oh! rio martir!

VALDEBURGO
Tu togliesti alla dolente
ogni speme di riposo.....
tu tradisti un’innocente
che ti amò,
ti elesse a sposo:
un amico hai tu trafitto.....
violato onore e fè.
Ah! qual ti resta a far delitto?
Chi più reo sarà di te?

ARTURO
Ah! non sai s’un core ardente....
il delirio tormentoso.....
offuscata è la mia mente,
per me il cielo è tenebroso...
altra luce non vegg’io
che Alaide innanzi a me
ah! morir, morir desio
se più guida a me non è.

VALDEBURGO
Ah! chi più reo sarà, sarà di te?.....
hai tu trafitto un amico,
ah! chi più reo sarà, sarà di te?
Forsennato!
E insisti ancora?

ARTURO
Che far debbo?
Chi mi regge?

VALDEBURGO
Alaide all’ultim’ora ti favella
e a te dà legge....

ARTURO
Parla... parla.

VALDEBURGO
Estingui in petto
un dannato e cieco affetto.....
D’Isoletta alfin pietoso,
porgi a lei, porgi a lei
la man di sposo,
e tranquilla, consolata
Alaide ancor vivrà.

ARTURO
Viva, ah! viva,
e sia placata,
il mio cor s’immolerà.
Ma in mercede
almen di questo
sacrificio a cui m’appresto,
sia presente in quel momento,
mi sostenga nel cemento,
la virtù che non avrei,
un su sguardo a me darà.

VALDEBURGO
E obbedir prometti a lei?

ARTURO
Lo prometto.

VALDEBURGO
Ebben, verrà.

ARTURO
con estremo dolore
E il mio cor s’immolerà, sì... sì...

VALDEBURGO
Tergi il pianto, e vanne
e vanne omai a mertar,
a mertar perdono e pace:
del coraggio che non hai
all’altar sarai, sarai capace.....
il tuo cor rigenerato,
nuovi sensi acquisterà,
acquisterà.

ARTURO
Quanto io sono sventurato,
il tuo core appien, appien lo sa, ah!
quanto io sono sventurato,
il tuo core appien lo sa,
appien lo sa.....

VALDEBURGO
La memoria del passato....
come sogno sparirà,

ARTURO
la memoria del passato....
sol con me morir potrà,
sol con me morir potrà,
morir potrà.....Ah!

VALDEBURGO
come sogno sparirà,
sì sparirà,

ARTURO
Se me non vuoi,
non vuoi spergiuro,
se a soffrir mi vuoi capace,
non parlarmi del futuro,
non offrirmi un ben,
un ben fallace, ah!
quanto io sono sventurato,
il tuo core appien lo sa,
appien lo sa, appien lo sa,
appien lo sa, appien lo sa,
appien lo sa, appien lo sa.

VALDEBURGO
del coraggio che non hai
all’altar sarai, sarai capace
il tuo cor rigenerato nuovi
sensi acquisterà,
acquisterà, acquisterà,
acquisterà, acquisterà,
acquisterà, acquisterà.

Scena terza
I

ISOLETTA
Nè alcun ritorna?.....
Oh! cruda, dolorosa incertezza!
Ognun mi lascia
quel che avvenne ignorar.
Tutto è mistero,
incertezza e squallor
quanto qui vedo.
Artur m’abbandonò
che più richiedo?
E di mie nozze
il giorno era pur questo!
E sul mio petto ancora
stassi il pegno d’amor....
che di sua mano v’appese l’infedel!
togliendosi dal seno un ritratto
Eccolo...
ei sembra di un suo tenero
sguardo ancor bearmi.....
sembra, ah! sembra
che ancor giuri d’amarmi.
Ah! se non m’ami più,
perchè, perchè.....
si dolce ancor....
sembra parlar d’amor
il tuo sorriso?
Ah! se non m’ami più
mi rendi il core almen,
il core che dal sen tu m’hai diviso,
il core che dal sen tu m’hai diviso,
mel rendi, mel rendi.......
A chi parlo?
a chi favello? Lunge è Artur!

CORO
soprani
Esulta! Esulta!
Ei riede, ei riede.

ISOLETTA
Che mai dite?

CORO
È nel castello....

ISOLETTA
A che vien?

CORO
Perdono ei chiede;
te fin d’oggi all’ara ei brama,
e il consente il genitor.

ISOLETTA
E fia ver?

CORO
Ei t’ama, ei t’ama,
è pentito dell’error.

ISOLETTA
Io.......sua sposa!
Oh! lieto giorno!
M’ama ancora!
Oh! sommo bene!

CORO
Sì, vincesti, esulta alfine:
orna il seno, ingemma il crine,
vagheggiata, invidiata
all’altar t’attende amor.

ISOLETTA
Se il dolor tal premio ottiene,
fortunato il mio dolor....
Ah! al mio sguardo un roseo velo
veste il cielo,il suol s’infiora;
ogni oggetto amor colora
della gioia, della gioia del mio cor,
al mio sguardo un roseo velo
veste il cielo, il suol s’infiora;
ah! ogni oggetto amor colora
della gioia, della gioia del mio cor.

CORO
Sì, vincesti,
esulta alfine:
orna il seno,
ingemma il crine,

ISOLETTA
Io sua sposa?
M’ama ancora!
Oh! lieto giorno!

CORO
vagheggiata,
invidiata,
all’altar
t’attende amor.......

ISOLETTA
M’ama ancor!
Oh sommo bene!
Se il dolor tal premio ottiene,
fortunato è il mio dolor......Sì...
al mio sguardo un roseo velo
vesti il cielo, il suol s’infiora;
ogni oggetto amor colora
della gioia, della gioia del mio cor,
al mio sguardo un roseo velo
veste il cielo, il suol s’infiora,
ah! ogni oggetto amor colora
della gioia, della gioia del mio cor.

CORO

vincesti, esulta alfin:
orna il seno, ingemma il crin,
vagheggiata, invidiata
all’altar t’attende amor,
t’attende amor, t’attende amor,
t’attende amor, t’attende amor.

ISOLETTA
Ogni oggetto amor colora,
amor, amor colora
della gioia del mio cor,
della gioia del mio cor,
sì, del mio cor, sì, del mio cor,
sì, del mio cor, sì, gioia del cor.

Scena quarta
I

CORO
soprani
È dolce la vergine
qual luna modesta
che i teneri desta
pensieri del cor

tenori, bassi
È fervido il giovine,
è fervido qual sole
di maggio che avviva
d’un raggio la prole
de’ fior, che avviva la prole de’ fior...

soprani
Oh! quanti costaron
sospiri agli amanti
quegli occhi brillanti
d’onesto pudor!
Oh quanti costaron
sospiri agli amanti
quegli occhi brillanti
d’onesto pudor!

tenori, bassi
Oh! quanti costaron
d’amore scintille
ardenti pupille
spiranti valor.

CORO
Ma fu di mill’anime la fiamma,
la fiamma negletta:
d’Arturo è Isoletta,
è scelta d’amor,
è scelta è scelta d’amor,
viola innocente
unire il cultor.
Oh! quanti costaron
sospiri agli amanti
quegli occhi brillanti
d’onesto, d’onesto pudor.
Oh! quanti costaron
sospiri agli amanti
quegli occhi brillanti
d’onesto, d’onesto pudor,
d’onesto pudor.

II

ARTURO
Valdeburgo!

VALDEBURGO
(Corragio: ella ti vede......)

ISOLETTA
Arturo!

ARTURO
(Io tremo.....
il piede mi sostiene a fatica.)

ISOLETTA
Artur! Tu non m’odi?

ARTURO
Io....... sì...... t’ascolto....
io debbo a te sola pensar...
ed in te sola sono assorti
i miei sensi.

PRIORE
Già dell’altare al piè
fuman gl’incensi.
Voi soli attesi siete.

MONTOLINO
qui tutto il corteggio entra nel Tempio
Andiam: la destra
porgi alla sposa tua.

ARTURO
Va, mi precedi...
tutto all’uopo disponi...
ultimo io chiedo venirne.

MONTOLINO
Al tuo volere io cedo.

entra nel Tempio

III
Alaide resta inosservata
dietro una tomba

VALDEBURGO
(Che far vuoi tu?
Rammenta i giuramento tuoi.)

ARTURO
(Misero!)

ISOLETTA
ad Arturo
E quale sul tuo volto pallor?
Che volgi in mente?

ARTURO
Non so...
Qual uom demente
non conosco me stesso...
quel ch’io soffro
immaginar non può
pensier umano.

VALDEBURGO
(Infedel!...)

ARTURO
rimettendosi a stento
Ma
son teco....
Ecco la mano.
Stringila, stringila omai....
t’affretta pria che tolta ti venga.

ALAIDE
Ah!

ARTURO
Arturo è colpito dal sospiro d’Alaide
Cielo!

ISOLETTA
prendendo la mano d’Arturo
È fredda....
fredda come il tuo cor.
Oh! Arturo!
Arturo! Perchè m’hai lusingata?
Non più Imene per me...
non sono amata!

Valdeburgo con fermezza prendendo
per un braccio Isoletta e dando un’
occhiata di rimprovero ad Arturo

VALDEBURGO
Sì! Si, tu il sei.

ISOLETTA
Ah! nol fui, nol fui giammai.
Dal mio ciglio è il vel caduto.

ARTURO
Oh! Isoletta, ah! tu non sai...

ISOLETTA
Io so tutto.

ALAIDE
(Oh! cielo aiuto!)

VALDEBURGO
(Infedele,
che far tu vuoi?

ALAIDE, ISOLETTA, ARTURO
(Qual sarà dolor che uccide,
se resisto al mio dolore,
Qual sarà, ah! qual sarà
se io resisto al mio dolor....

VALDEBURGO
Sei presente ad Alaide,
ella t’ode, o mancator....
ella t’ode, o mancator,
o mancator, mancator....
rammenta i giuramenti,
i giuramenti tuoi,
o mancator, o mancator,
rammenta i giuramenti tuoi,
o mancator, o mancator,
mancator, o mancator,
mancator.........)

ALAIDE, ISOLETTA
Ah! qual sarà dolor
ah! qual sarà, qual sarà
s’io resisto al mio dolore,
al mio dolor,
ah! qual sarà
s’io resisto al mio dolore,
al mio dolor, al mio dolor,
al mio dolor.......)

ARTURO
ah! qual sarà dolor
dolor che uccide,
s’io resisto al mio dolor,
ah! s’io resisto al mio dolor,
al mio, al mio dolor,
al mio al mio dolor........)

Deh perdona....

ISOLETTA
Taci, Arturo...
infelice io non vo’ farti:
da’ miei mali i tuoi misuro...
sciolto sei.....
da me ti parti.
Lungi, o rose:
a me s’addice
trista benda di squallor.

ALAIDE
Ferma...

VALDEBURGO
(È dessa!)

ARTURO
(Oh! me infelice!)

VALDEBURGO
A che vieni?

ALAIDE
A farti cor.

ISOLETTA
Chi sei tu,
che in tal momento
hai per me cotanto zelo?

ALAIDE
La Straniera.

ISOLETTA
Oh mio spavento!

ALAIDE
All’altar
prende Isoletta ed Arturo
vi chiama il cielo;
ubbidite,
mi seguite...
là comincia il vostro amor.

IV

Dopo alcuni momenti esce dal tempio
Alaide; ella è tremante, agitata e quasi
fuori di sè

Sono all’ara...
Barriera tremenda fra noi sorge...
ed io stessa, io stessa l’alzai!
Più non reggo...
ardo, agghiaccio a vicenda...
non l’amore,
nell’ultima disperazione
la speme lasciai.

fa del passi irregolari.
Resta sospesa come colpita da
nuovo pensiero

S’inginocchia e stende le mani
al cielo pregando

Ciel pietoso, in sì crudo momento,
al mio labbro perdona un lamento...
è l’estrema favilla d’un foco
che fra poco
più vita non ha.
Sei sospiri,
sei pianti versati
i tuoi sdegni non hanno placati,
questo almeno ti renda propizio
sacrifizio che il core ti fa,
sacrifizio che il core ti fa,
sacrifizio che il core ti fa.

s’alza sbigottita e porge orecchio

soprani, tenori
Pari all’amor degli angioli,
Nume, è il lor casto affetto,
ascenda al tuo cospetto
come d’incensi odor.
Stringi le due bell’anime
come i beati in ciel...
stringi le due bell’anime
come i beati in cielo...
come in un solo stelo
fiore s’unisce, s’unisce a fior,
come in un solo stelo
fiore s’unisce, s’unisce a fior.
stringi le due bell’anime
come i beati in cielo,
stringi le due bell’anime
come i beati in ciel.........

bassi
Pari all’amor, all’amor
degli angioli,
Nume, Nume,
stringile......
come i beati,
come i beati in ciel,
come i beati in ciel,
come i beati in cielo
come i beati in cielo......

ALAIDE
Ahimè!
Comincia il rito nuzial!
Fuggiam...
ah! non posso...
vacilla il piè...
tutto vuotar, gran Dio,
tutto questo nappo crudel,
tutto degg’io.
Ah! sì...
felici vivano insieme.
Udiam,
Ah!
Gran Dio!

ALAIDE
Silenzio succede
ai canti del devoto coro...
porgi l’orecchio
il giuramento...
è proferito...
io moro.

V

CORO
di dentro
Vaneggia...
il passo sgombrisi...
sostenga si Isoletta...

ARTURO
sorte dal Tempio
Ancor ti trovo.

ALAIDE
Ah! che mai tenti?

ARTURO
O vivere, o morir teco io tento.

ALAIDE
Lasciami.

ARTURO
Vieni...

ALAIDE
Ah! sentimi...

ARTURO
snuda il ferro invendo contro il Priore
Sol le mie furie io sento.

ALAIDE
Aita, aita!

PRIORE
a tutti, sortendo
Chi veggio?
La Regina!

CORO
Regina!

ARTURO
vivamente percosso
Quale? Ov’è?

PRIORE
Tu l’hai presente...
Mirala; onora Agnese in lei.
Spenta è Isemberga,
e riedere, Regina,
al soglio dèi.
Mi annunzia il lieto evento
con questo foglio il Re.

ARTURO
Sovra il mio corpo spento
ritorna al soglio.
s'uccide

ALAIDE, PRIORE, CORO,
VALDEBURGO, OSBURGO
Ahimè!

ALAIDE
Arturo! Arturo!

VALDEBURGO
Scostati.
commosso
Deh! si soccorra.

CORO
Ei muore.

ALAIDE
con grido di dolore
Muore!
Muore d’amore
vittima del mio funesto amor.

VALDEBURGO
Agnese, Agnese calmati,
riedi, deh! riedi in te!

CORO
Regina, Regina calmati,
riedi, deh! riedi in te,
deh! riedi in te!

ALAIDE
Or sei pago, o ciel tremendo...
or vibrato è il colpo estremo.
Più non piango, più non temo,
tutto io sfido il tuo furor.
Morte chiedo, morte attendo;
che più tarda, in me non piomba?
Solo il gelo della tomba, della tomba
solo il gelo spegner puote,
spegner puote un tanto amor,
solo il gelo spegner puote,
spegner puote, un tanto amor!

VALDEBURGO
Agnese, Agnese!
Valdeburgo cerca di ridurla in sè

CORO
Regina, Regina!
Ah! lo spirto l’abbandona,
ciel perdona a tanto error.

ALAIDE
sempre fuori di sè
Ei muor d’amore,
vittima del mio funesto amor,
sì, sì....
slancio di disperazione
Or sei pago, o ciel tremendo...
or vibrato è il colpo estremo.
Più non piango, più non temo,
tutto io sfido il tuo furor.
Morte chiedo, morte attendo;
che più tarda, in me non piomba?
Solo il gelo della tomba, della tomba,
solo il gelo spegner puote,
spegner puote un tanto amor,
solo il gelo spegner puote
spegner puote un tanto amor,
un tanto, un tanto amor,
un tanto, un tanto amor,
un tanto amor, un tanto amor,
un tanto amor!

CORO
Al ciel lo spirto l’abbandona...
ciel perdona a tanto error,
ah ciel perdona a tanto error,
ah! Ciel perdona a tanto error,
ah! ciel, lo spirto l’abbandona,
ciel perdona a tanto error,
ah ciel perdona a tanto error,
ah! ciel perdona a tanto error,
a tanto error, a tanto error,
un tanto error!

F I N E
 
 

La Straniera
Libretto:
- - Atto primo - - Atto secondo
Scena 1:
I:
coro Scena 1:
I:
Prior, Osburgo
-
II:
Valdeburgo, Isoletta -
II:
Prior, Alaide, coro, Arturo, Valdeburgo
-
III:
Montolino, Osburgo -
III:
Prior, Osburgo
Scena 2:
I:
Alaide, Arturo Scena 2:
I:
Arturo, Valdeburgo
-
II:
Alaide, Arturo Scena 3:
I:
Isoletta, coro
-
III:
Osburgo, cacciatori Scena 4:
I:
coro
-
IV:
Valdeburgo, Arturo, Alaide -
II:
Arturo, Valdeburgo, Isoletta, Prior, Montolino
-
V:
Arturo, cacciatori -
III:
Alaide, Valdeburgo, Isoletta, Arturo
-
VI:
Alaide, Valdeburgo, Arturo -
IV:
Alaide
-
VII:
Arturo, Valdeburgo, Alaide, coro -
V:
Tutti