Melodramma in due atti
La Straniera, 2.Akt
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Libretto: FELICE ROMANI

Atto primo

Scena prima
I

CORO
tenori
Voga, voga, il vento tace
splendon gli astri in Cielo azzurro;
sol con placido susurro bacia
i lidi il dolce umor;
sol con placido susurro bacia
i lidi il dolce umor.

Voga, voga è l’alma pace
messaggera dell’ amor.......
voga, voga è l’alma pace
messaggera dell’amor,
voga, voga, voga, voga.......

soprani
O castel di Montolino,
dell’amor già sei soggiorno;
quando spunti il nuovo giorno
lo sarai d’Imene ancor.

soprani, tenori
Voga, voga: egli è vicino
di due cori a fare un cor,.....
Voga, voga; egli è vicino
di due core a fare un cor......
a fare un cor.....

bassi
Lievi, lievi in sen del lago
tuffan l’ali amiche aurette;
e la luna viriflette
il suo placido splendor.

CORO
Voga, voga: ell’è l’imago
d’innocente e casto ardor;...
Voga, voga: ell’è l’imago
d’innocente e casto ardor.

A noi reca un’aura pura
l’olezzar del suol fiorente:
al rumor della corrente
mesce il lido il suo rumor.

Voga, voga; è la natura
che si desta e sente amor;....
Voga, voga; è la natura
che si desta e sente amor;....
che si desta e sente amor;....
che si desta e sente amor;....
Voga, voga, voga, voga, voga........

II

VALDEBURGO
Trista, pensosa, mentre a te d’intorno
tutto sorride, abbandonarsi tosto,
Isoletta, puoi tu la nobil festa
che delle nozze tue precede il giorno

ISOLETTA
Col cor trafitto dalla festa io torno.
Sì, Valdeburgo, a te d’Arturo amico,
tutte io confidole segrete mie pene.
Gioia da quest’Imene più sperar non poss’io.
Cambiato è Arturo,crudelmente cambiato.
Un’altro ogetto su quell’anima ardente arbitro
impera.

VALDEBURGO
Altr’oggetto! E il sai tu?

ISOLETTA
Sì..........
La Straniera.

VALDEBURGO
Che dici? Ignota donna,
raminga, errante e da ciascun fuggita,
preporre a te, spirto gentile
e raggio d’innocenza e beltà?
Deh! non pensarlo, vano sospetto ei fia.

ISOLETTA
Fatto, ahi!
Fatto è certezza all’alma mia.....
Io la vidi.

VALDEBURGO
con voce repressa
Tu!
Che ascolto? Quando? Dove?

ISOLETTA
Jer, sul lago.

VALDEBURGO
E ti parve?

ISOLETTA
Agli atti, al volto, non mortal, divina imago.
Ma il suo schifo a me d’innante via spari
com’ombra errante, e ne usciva un suon dolente,
qual sospir d’un cor morente,
e d’Arturo al nome unita questa voce di dolor:
Ogni speme è a te rapita che riponi nell’amor.

VALDEBURGO
Qual mistero!

ISOLETTA
Il più funesto io ne tremo

VALDEBURGO
E Arturo intanto?

ISOLETTA
Più nol veggo.

VALDEBURGO
Oh! com presto
per te sorse il dì del pianto,
per te sorse il dì del pianto!
Giovin rosa, il vergin seno
schiudi appena al ciel sereno,
e già langue scollorita,
gioco al vento struggitor?
Schiudi appena il vergin seno
e già langue scolorita
Ah.....
L’aurora della vita
è l’aurora del dolor

ISOLETTA
Ah!......Sì......
è l’aurora del dolor!

VALDEBURGO
Ma fa core:
è forse Arturo meno reo che tu non credi.

ISOLETTA
M’abbandon lo spergiuro;
e in che istante, oh! Dio, tel vedi.

VALDEBURGO
Spera, ah! spera.

ISOLETTA
Ognor presenti al pensiero ho quelli accenti...
Ogni speme è at te rapita che riponi nell’amor.....

VALDEBURGO
Ah!.......
Ah.....
L’aurora della vita
è l’aurora del dolor

ISOLETTA
Ah!......Sì......
è l’aurora del dolor!

CORO
tenori, bassi
da lontano
La Straniera! la Straniera!

ISOLETTA
spigottita, riconoscendola
Cielo!
È dessa.

CORO
Ah!
Trista festa,
se l’iniqua fattucchiera
del suo aspetto la funesta!

ISOLETTA
tremante a Valdeburgo
Odi!
Ahi! Lassa!

CORO
La Straniera,

ISOLETTA
è vero, è vero.

CORO
La Straniera!
Precedetele il sentiero.

VALDEBURGO
Sgombra, ah!
sgombra van timor.

CORO
Si raggiunga, si raggiunga

MONTOLINO
Qual rumor?
Che mai veggo?
Figlia!

ISOLETTA
Oh padre!
Odi tu?
Sciagura a noi.

MONTOLINO, CORO
E tu pur di vili squadre
il terror divider puoi?

ISOLETTA
La Straniera!
Artur! Oh, ambascia!
Trema il cor, nè sa perchè.

MONTOLINO, CORO
Lo spavento al volgo lascia;
troppo indegno egli è dite,
egli è dite
Sì! Sì!

ISOLETTA
a Valdeburgo
Oh tu che sai gli spasimi
di questo cor piagato,
tu solo puoi comprendere
se giusto è il mio terror.
Deh! per pietà confortami,
conduci a me l’ingrato,
oppur m’assisti a reggere
al peso del dolor.

VALDEBURGO
Ah!
Nascondi altrui le lagrime,
acqueta il cor turbato,
io spero, io voglio riedere
a te consolator.
Ma se restar tu vittima
dovessi d’un ingrato,
un seno dove piangere
a te serbato è ancora,
un seno dove piangere
a te serbato è ancor.

ISOLETTA
Oppur m’assisti a reggere
al peso del dolore,
oppur m’assisti a reggere
al peso del dolor.

MONTOLINO, OSBURGO, CORO
Ritorna ai giochi, ai giochi,
e mostrati col volto men turbato;
Ah! non far che il nostro giubilo
rattristi il tuo timor,
Ah! no, non far che il nostro giubilo
rattristi il tuo timor,
Ah! non far,
Ah! no, non farlo.

ISOLETTA
Oh tu che sai gli spasimi...
tu solo puoi comprendere
se giusto è il mio terror.

VALDEBURGO
Nascondi altrui le lagrime,
acqueta il cor turbato.

ISOLETTA
M’assistia reggere al peso,
al peso del dolor,

VALDEBURGO
Ah! Nascondi altrui le lagrime,
acqueta il cor turbato,
io spero, io voglio riedere
a te consolator.
Ma se restar tu vittima
dovessi d’un ingrato,
un seno dove piangere
a te serbato è ancora.
Un seno dove piangere
a te serbato è ancor

ISOLETTA
tu solo, tu solo puoi comprendere
se giusto, se giusto è il mio terror....
deh! per pietà confortami
oppur m’assistia a reggere,
a reggere al peso del dolore,
oppur m’assisti a reggere
al peso del dolor

OSBURGO, MONTOLINO,CORO
Ritorna ai giochi, ai giochi,
e mostrati col volto men turbato;
Ah! non far che il nostro giubilo
rattristi il tuo timor,
Ritorna ai giochi, ai giochi,
e mostrati col volto men turbato;
Ah! non far che il nostro giubilo
rattristi il tuo timor,
deh, torna ai giochi, ai giochi
ritorna ai giochi,
ah! deh, ti mostra, deh, menturbata,
non far che il nostro giubilo,

MONTOLINO, BASSI
Ah! deh!
non far che il nostro giubilo
rattristi il tuo il tuo timor....
deh,

MONTOLINO, OSBURGO, CORO
ti mostra in volto menturbato,
menturbato, ah, sì,
abbandoni il tuo timor,
il tuo timor, il tuo timor,
il tuo timor

ISOLETTA
Ah! per pietà, confortami,
Ah! per pietà, confortami,
conduci a me, a me....
L’ingrato conduci a me, a me...
L’ingrato, l’ingrato a me conduci,
Ah! per pietade conduci a me,
a me l’ingrato,
Ah! per pietà conduci a me l’ingrato,
oppur m’assisti a reggere
al peso, al peso del dolor,
Sì, del dolor, Sì del dolor, Sì del dolor.

VALDEBURGO
Ma se restar tu vittima
dovesi d’un ingrato!
Un seno dove, dove piangere
nel mio ti resta ancor,
nel mio ti resta ancor
Un seno dove piangere nel mio.
Ah Sì, ancor, ancor ti resta
un seno dove piangere
nel mio, sì, nel mio ti resta ancor,
ti resta ancor, nel mio til resta ancor
ti resta ancor, ti resta ancor,
ti resta ancor.

III

MONTOLINO
Osburgo?
Io non divido la sicurezza tua!

OSBURGO
Tu pur col volgo temerai la Straniera?

MONTOLINO
Artur io temo.
Questo disprezzo estremo
d’Isoletta e di me,
Questo sì strano de’suoi doveri oblio
d’onde in lui nato?

OSBURGO
Da un cor, ben tel diss’io,
sempre agitato.
Ad ogni costo, sposo fia d’Isoletta
tu a l’unico germe
de’ nostri Prenci.

MONTOLINO
Me possente a un tempo
e te ricco farai.
Purchè si stringa cotesto nodo
l’avvenir con curo.

OSBURGO
In me riposa.
È ne’miei lacci Arturo!

Scena seconda
I

ARTURO
entrando guardingo
È sgombro il loco...
Rimaner degg’io,
o non visto partir?
Beato albergo.
Irresistibil forza
come un magico cerchio
in te m’arresta:
L’aura, sì, l’aura
ch’ella spira è questa.
Oh!
Potessi io scoprire,
cara donna, chi sei;
scioglier potessi il velo
in cui ti copri
anco a te stessa?
accorgendosi di un ritratto
Un ritratto?
Veggiam.... è dessa, è dessa.
Ricco manto la copre,
il crin le cinge serto di gemme....
Eri tu dunque un tempo
più felice, mio ben.
Parla, deh! parla.
Più felice di pria
può farti Arturo,
se confidarti
all’amor suo consenti.

Qual suon!

ALAIDE
Ah.....................

ARTURO
Essa è Alaide.

ALAIDE
Ah.....................
Sventurato il cor che fida
nel sorriso dell’amor:

ARTURO
Oh! cari accenti!

ALAIDE
Brilla e muor qual luce infida.

ARTURO
Essa.

ALAIDE
Che smarrisce il viator.

ARTURO
Oh! cari accenti.

ALAIDE
Infelice il cor che apprezza
alto stato, alto stato e verde età.

ARTURO
È mesta la sua voce.

ALAIDE
È una larva la grandezza,
fior caduco è la beltà,

ARTURO
Oh! cari accenti!

ALAIDE
una larva è la grandezza,

ARTURO
Alaide!

ALAIDE
fior caduco è la beltà.

ARTURO
Meste come il suo cor
son le sue note.

ALAIDE
Ogni speme, ogni ventura
lunghi dì durar non può.
Solo, ahi!
Solo il pianto dura,
e per sempre io piangerò.

II

ARTURO
Alaide!

ALAIDE
Che miro!
In queste soglie, sciagurato, che cerci?

ARTURO
A te vicino, un istante di pace.

ALAIDE
È meco il lutto, la sventura, il dolor.

ARTURO
Divider teco tutto il peso voglio de’ mali tuoi.

ALAIDE
Dividere i miei mali?
Ah tu nol puoi!
Compiangimi soltanto;
altro non t’è concesso.

ARTURO
In tuo soccorso forse il cielo m’invia.
Credilo a questo
che mi spinge vêr te potere arcano;
credilo all’amor mio.
T’amo, lo sai, e son tuo,
tuo per sempre, io tel giurai.

ALAIDE
Tenero core!
(Che dico? Ove trascorro?)
Va, lasciami, fuggi, non t’appressar...
In superabil pose
fra noi barriera il ciel.
Deh! non punirlo dell’amor suo,
gran Dio! Sola io merto,
sola soffrir.....
la..... rea..... son io.

ARTURO
Che ascolto?
E fia verace dunque la fama?
E tu proscritta, errante, infamata, avvilita...

ALAIDE
Cessa! Cessa! Ah! cessa!
Qual voce hai profferita?
Non io, non io t’avrei oltraggiato così,
se al mio cospetto accusato t’avesse
il mondo intero. Esci.

ARTURO
Ah! m’odi, ah m’odi:
io t’offesi, è vero, è vero.
Serba, serba i tuoi segreti;
rispettarli ognor prometto:
ma ch’io t’amino, invan mi vieti;
mio destino è questo affetto:
tu sei l’aura ch’io respiro,
sei la luce, il sol ch’io miro:
tu sei l’aura ch’io respiro,
sei la luce, il sol ch’io miro:
quanti beni ha il mondo,il cielo,
l’amor tuo mi può donar,
ah! quanti beni ha il mondo, il cielo
l’amor tuo mi può donar,
ah! quanti beni ha il mondo, il cielo,
l’amor tuo mi può donar.

ALAIDE
Taci. Tace, è l’amor mio
condannato sulla terra;
associarti no, non poss’io
al destin che mi fa guerra:
segui il tuo, del mio migliore,
me cancella dal tuo cuore
segui il tuo, del mio migliore,
me cancella dal tuo cuore
ah! così potessi anch’io,
te dal cuore cancellar,
ah! così potessi anch’io,
te dal cuore cancellar,
ah! così potessi anch’io,
te dal cuore cancellar.

ARTURO
M’ami adunque?
Oh gioia estrema!
M’ami e speri, e speri d’obliarmi

ALAIDE
Io lo debbo
Parti, trema, trema, parti...
più infelice almen non farmi,
me cancella dal tuo cor.

ARTURO
Te vo’lieta, te felice,
farti tale ancor mi lice.
Da regnati io sol disceso,
posso un serto a te recar.

ALAIDE
Ahi! Funesto, odiato peso!
Qui deserta io vo’spirar,
spirar, vo’ spirar.

ARTURO
Ah! se tu vuoi fuggir
il mondo, il suo splendor,
io ti saprò seguir
in un deserto ancor.
Qualunque sia sentier,
ameno fia con te;
parrà la vita a me
un sogno ah!
sì parrà un sogno
un sogno di piacer.

ALAIDE
Ah! no Ah! non ti lusingar!
Ti perde il tuo desir
Io nacqui per penar,
per fare altrui soffrir
s’oscura il ciel per me,
per me s’attrista il sol;
mi regge appena il suol,
mi regge ah! mi regge perchè,
perchè coprir mi dè.
Ah! non ti lusingar,
ti perde il tuo desir;
io nacqui per penar,
per fare altrui soffrir
S’oscura il Ciel per me,
per me s’attrista il sol,
mi regge appena il suol
perchè coprir mi de’
perche, perchè coprir mi de’,
perchè coprir coprir mi de’.

ARTURO
Ah! se tu vuoi fuggir
il mondo, il suo splendor,
io ti saprò seguir
in un deserto ancor
Qualunque sia sentier,
ameno fia con te,
parrà la vita a me
un sogno di piacer,
parrà un sogno di piacer,
parrà un sogno di piacer.

si sente lontano suono di caccia

ALAIDE
Odi....
qual suon!

ARTURO
S’adunano i cacciatori intorno.

ALAIDE
Irne dèi tu:
festeggian delle tue nozze il giorno.

ARTURO
Io del castel la vergine
sposata ancor non ho.

ALAIDE
Insano, e me far vuoi
rea de’ spergiuri tuoi?
Rea de’ spergiuri tuoi?
E sempre a far de’ miseri
dannato, o ciel, sarò?
Me sciagurata!

ARTURO
Ah! no! Alaide!

ALAIDE
Arturo, Arturo!
Un ultimo addio
ricevi, infelice;
di più non poss’io;
di più non ti lice;
quel pianto mi cela
che il ciglio ti vela,
pregare tu dèi,
non pianger per me.
Nell’ ore serene
che il ciel ti sorride,
deh! pensa che in pene
lasciasti Alaide;
e un raggio di calma
implora ad un’alma
che forse più misera
è fatta per te.

ARTURO
No! Chi’io possa lasciarti,
crudel non ho core:
dovevi mostrarti
men degna d’amore,
per chi t’ha veduta,
per chi t’ha perduta,
un peso è la vita,
soffribil non è.
Se l’ira ti preme
degli astri tiranni,
ci colgan insieme,
ci oppriman gli affanni:
è mia la tua sorte
in vita ed in morte,
o teco sommerso
o salvo con te
è mia la tua sorte
in vita ed in morte,
o teco sommerso
o teco sommerso
o salvo con te.

ALAIDE
Addio!
Quel pianto mi cela
nell’ore serene,
deh! pensa che in pene
lasciasti Alaide.
Implora implora
ad un’ alma che forse
più misera è fatta per te.
No.... No..... parti....
parti, parti....
Quel pianto mi cela,
un ultimo addio
ricevi, infelice,
di più non poss’io;
di più non mi lice:
quel pianto mi cela
che il ciglio ti vela,
pregare tu dèi
non pianger per me...
Nell’ore serene
che il ciel ti sorride,
deh pensa che in pene
lasciasti Alaide;
e un raggio di calma
implora ad un’alma
che forse più misera
è fatta per te.
Deh pensa che in pene
lasciasti Alaide,
e un raggio di calma
implora ad un’ alma
che forse più misera
è fatta per te...
deh! pensa che in pene
lasciasti Alaide,
e un raggio di calma
implora ad un’alma
che forse più misera
è fatta per te, è fatta per te,
è fatta per te, è fatta per te.

ARTURO
Crudel, ch’io possa lasciarti
Crudel, non ho core;
dovevi mostrarti
men degna d’amore.
È mia la tua sorte
in vita ed in morte,
o teco sommerso,
o salvo con te.
Ci colgan insieme,
ci oppriman gli affanni:
è mia la tua sorte
in vita ed in morte,
o teco sommerso,
o salvo con te;
ci colgan insieme,
ci oppriman gli affanni,
è mia la tua sorte
in vita ed in morte,
o teco sommerso,
o salvo con te, o salvo con te,
o salvo con te, o salvo con te.

III

OSBURGO, CORO
tenori, bassi
Campo ai veltri
Il cervo e uscito.
Corre vola.
Si dilegua.
Via pei clivi
è gia sparito,
giù pel piano
ognun l’insegua,
giù pel piano
ognun l’insegua
Lungo il lago,
dove i boschi
son più densi,
son più foschi,
un drappel veloce
scenda ogni varco
a rinserrar
un drappel veloce
scenda, corra un altor
e colli ascenda
l’ardue cime ad occupar
l’ardue cime ad occupar
l’ardue cime ad occupar,
ad occupar, ad occupar.

OSBURGO
con precauzione
Questo è il loco...
Là... in quel tetto
la Straniera fa soggiorno

CORO
Abborito, orrendo oggetto

OSBURGO
Di punirla è presso il giorno

CORO
Sì, punirla.

OSBURGO
Vi frenate;
la promessa rammentate.

CORO
Qui non visti,
qui segreti appiattati,
queti, queti, esploriam,
spiam l’indegni
suoi pensieri suoi disegni
Con qual’arte,con che modi
tragge Arturo a vaneggiar,
Sì, esploriam,spiam gl’indegni
suoi pensieri, suoi disegni,
con qua l’arte, con che modi
tragge Arturo a vaneggiar,
sì scoprite l’inique frodi,
le sapremo vendicar.
Esploriam
suoi pensieri, suoi disegni,
con qual’arte, con quai modi
tragge Arturo a vaneggiar
Esploriam
suoi pensieri, suoi disegni
con qual’arte, con quai modi
tragge Arturo a vaneggiar.
Scoprirem le inique frodi,
le sapremo vendicar,
scoprirem le inique frodi,
le sapremo vendicar,
le sapremo vendicar.

IV

VALDEBURGO
Ti trovo alfin.

ARTURO
Tu di me in traccia?

VALDEBURGO
Tutti sono in traccia di te.
Stupisce ognuno
che delle nozze tue fugga
tu stesso il lieto festeggiar;
ma un cor ne geme,
un cor non preparato a tal ferita.

ARTURO
Oh! Valdeburgo!
A me tu porgi aita.
Io d’Isoletta apprezzo la candid’alma,
la beltà ne amiro,
il dolce favellar, gli atti soavi;
ma.......

VALDEBURGO
Prosegui.

ARTURO
Io non l’amo.

VALDEBURGO
Ah! tu l’amavi,
sì, tu l’amavi, Arturo,
pria che i tuoi sensi affascinar
sapresse donna indegna di te,
proscritta, oscura e infame forse;
tal d’intorno è grido,
tal ogni labbro con orror ne parla.

ARTURO
O amico!
Odila pria di condannarla.
Vuoi tu del cieco volgo
prestar fede all’accuse?

VALDEBURGO
E tu più cieco al desio
che t’illude?
Ah! squarcia, amico,
squarcia la benda alfin,
ricovra in seno,
in sen dell’innocenza:
ella t’attende ancora,
bella senza prestigi,
e a te sorride.....

ARTURO
E tu vedi, o crudel,
vedi Alaide.
Sì: questa grazia imploro
Valdeburgo da te.
Vedila e poi,
se consigliarmi puoi
che per sempre io la fugga
io tel prometto
la fuggirò.

VALDEBURGO
La tua promessa accetto.

ARTURO
Eccola!

ALAIDE
veggendo Valdeburgo
Cielo!

VALDEBURGO
correndo a lei
Agn......

ALAIDE
soffocandogli la parola
Taci!
si abbandona fra le braccia
di Valdeburgo
Ah! qual gioia.

Valdeburgo la stringe al seno

ARTURO
Guardando entrambi turbato
(Oh mio sospetto!)

VALDEBURGO
accorgendosi dell’agitazione di Arturo
Arturo! Sgombra i dubbi tuoi:
de’miei primi anni
io vedo la compagna in costei.
Credi.

ARTURO
Tel credo.
Poichè la stringi al seno,
ella e scolpata assai:
libero io posso senza rimorso amaria.

VALDEBURGO
Ah! fuggi, ah fuggi:
più che mai tu dèi scordarla.

ARTURO
Io! Che mai dici?

ALAIDE
Ahi! Misera!

VALDEBURGO
Fuggir, fuggir la dèi.

ARTURO
Parla; perchè?

VALDEBURGO
Nol chiedere.

ARTURO
incalzando
È forse colpa in lei?

VALDEBURGO
No.

ARTURO
D’altri amante è forse?

VALDEBURGO
No.

ARTURO
D’altri sposa?

VALDEBURGO
No.

ARTURO
Dunque chi puote opporse?

VALDEBURGO
Tutto.

ALAIDE
Ah! non dirlo.

ARTURO
Il so.......
Tu sol t’opponi, o perfido....
omai squarciato è il velo.
per impugnare la spada

VALDEBURGO
Cessa. Insensato!
Ascoltami.

ARTURO
Tu mi tradisci.

ALAIDE
Oh! cielo!

ARTURO
Almen tu parla,
e aita la mente mia smarrita,
pronunzia un sol accento:
di’ che rival non ho,
tu parla, proninzia un solo accento,
di’ che rival non ho.

ALAIDE
Deh! m’odi.

ARTURO
con tutto l’impeto della gelosia
Un solo accento.
prende Alaide
Rival m’è desso?

ALAIDE
Ah! no.

VALDEBURGO
No: non ti son rivale;
non io ti tolgo a lei,
necessità fatale
ti vieta, ti vieta amar costei:

ARTURO
Tu parla almen!

VALDEBURGO
t’arrendi al prego estremo
di che ti è amico ancor
necessita fatale
ti vieta, ti vieta amar costei:

ARTURO
Ah! se non m’è rivale

VALDEBURGO
t’arrendi....

ARTURO
che vuoi da me costui?

VALDEBURGO
al prego estremo

ARTURO
per qual poter fatale
tremi, tremi d’innanzi a lui?

VALDEBURGO
di chi t’è amico amico ancor.

ALAIDE
No: tu non hai rivale

ARTURO
qualunque sia nol temo,

VALDEBURGO
t’arrendi al prego, t’arrendi al prego
di chi t’è amico ancor

ARTURO
il mio potere è amor.....
Ah! se non m’è rivale,
che vuol, che vuol da me costui?

ALAIDE
No: tu non hai rivale,

ARTURO
No......

ALAIDE
io più non amo, il sai....

ARTURO
ebben,

ALAIDE
ma se di me ti cale,
lasciami, lasciami in pace omai.

VALDEBURGO
t’arrendi al prego estremo

ARTURO
deh! parla, parla almen

ALAIDE
Per me disastro estremo....

ARTURO
parla,

ALAIDE
è il tuo funesto amor...
ah! se di me ti cale,
lasciami,
lasciami in pace omai,
ah! tu non hai, non hai rivale,
io più non amo, non amo,
il sai, per me disastro estremo
è il tuo fatale, sì,
è il tuo fatale amor

ARTURO
parla,
qualunque ei sia nol temo,nol temo,
il mio potere è amor,
è amor, qualunque ei sia nol temo
no, no, nol temo, no,
il mio potere è amor

VALDEBURGO
di chi t’è amico ancor,
t’arrendi al prego,al prego estremo
di chi t’è amico ancor,
t’arrendi al prego estremo
di chi t’è amico, sì,
di chi t’è amico ancor.

VALDEBURGO
Poichè senno in lui non resta,
nè virtù di cavalier,
ad Alaide
tu mi segui.

ARTURO
Arresta, arresta;
snuda la spada
un di noi qui dee cader.

VALDEBURGO
ponendo la mano sulla spada
Sconsigliato!

ARTURO
Un di noi.

ALAIDE
Ah! ver non sia,
ah! ver non sia...
la tua vita, Arturo,
è mia, Arturo, è mia.

ARTURO
Ah! Alaide!
Parla, imponi,
qual più vuoi di me disponi.
Tutto, tutto, fuorchè lasciarti,
tutto Artur per te farà.

ALAIDE
Cedi adunque, cedi e parti,
cedi Arturo, cedi e parti.

ARTURO
Ti vedrò? Ti vedrò?

ALAIDE
Lo giuro....
cedi... cedi....

ARTURO
Cedo, cedo,
a te m’involo,
ma un accento mi conforti,

ALAIDE
Mi vedrai, mia fè n’avesti,
ma deh! va, se amor mi porti....

VALDEBURGO
Vanne alfine, o sciagurato,
al dover più non opporti,

arrossir, in te tornato,

ARTURO
A te m’involo.....

VALDEBURGO
tu dovrai de’ tuoi trasporti!

ALAIDE
Va... tu mi perdi

VALDEBURGO
Del furor che sì t’accende

ARTURO
Ah! dimmi solo.......

VALDEBURGO
proverai rimorso in cor,
del furor che sì accende
proverai rimorso in cor,
del furor che sì accende
proverai rimorso in cor,
Vanne alfine, sciagurato,
al dovver più non opporti,
proverai rimorso in core,
sì, proverai.....

ALAIDE
Ah! deh.... va,
da te sol, da te dipende
ogni ben che spero ancor,
da te sol, da te dipende
ogni ben ch’io spero ancor,
tu mi perdi se più resti,
se rinnovi i tuoi trasporti,
da te solo, da te dipende
ogni ben ch’io spero ancor...

ARTURO
ah dimmi sol
che la smania non t’offende,
il tumulto del mio cor,
che la smania non t’offende,
il tumulto del mio cor,
ma un accento mi conforti,
dimmi almeno, dimmi solo
che perdoni i miei trasporti,
il tumulto del mio cor....

VALDEBURGO
Vanne alfine, sciagurato,
al dovver più non opporti,

ARTURO
Cedo.....

ALAIDE
Ah! tu mi perdi, sì,

VALDEBURGO
Arrosir, in te tornato,
tu dovrai de’ tuoi trasporti!
Del furor che sì t’accende,
proverai rimorso in cor

ALAIDE
mi perdi se rinnovi,
se rinnovi i tuoi trasporti,

ARTURO
Ah! un accento mi conforti,

VALDEBURGO
Vanne alfine, o sciagurato,
al dovver più non opporti,
al dovver più non opporti,
del furor che sì t’accende
proverai rimorso in cor
del furor che sì t’accende
proverai rimorso in cor
proverai rimorso in cor
rimorso in cor, rimorso in cor,
rimorso in cor, rimorso in cor.

ALAIDE
da te sol, da te dipende
ogni ben che spero ancor,
ogni ben che spero ancor,
da te sol, da te dipende
ogni ben che spero ancor,
da te sol, da te dipende
ogni ben ch’io spero ancor,
che spero ancor, ancor,
che spero ancor
che spero ancor, ancor,
che spero ancor
che spero ancor
che spero ancor

ARTURO
dimmi almeno, dimmi solo
che la smania non t’offende,
il tumulto del mio cor,
che la smania non t’offende,
il tumulto del mio cor,
che la smania non t’offende,
il tumulto del mio cor,
del mio, del mio cor,
sì, del mio cor, del mio cor,
sì, del mio cor,
sì, del mio cor,
sì, del mio cor.

V

esce Arturo in cupi pensieri asserto

ARTURO
Che mai penso?
Un dubbio atroce mi rimane
e il cor mi preme.....
Si discacci......
Ah! la sua voce non s’acqueta
e ognor più freme.

Rio presagio! Il ciel s’oscura,
trista e squalida è natura
ogni oggetto il lutto veste
d’un tradito e morto amor.
Ah! fuggiam......
Son larve queste...
Sogni son del mio timor.

OSBURGO, CORO
tenori, bassi
Odi, Arturo......

ARTURO
Mi lasciate.

OSBURGO, CORO
Ah! riedi.... non partir.
Tu sei tradito.

ARTURO
Io?...... da chi?.....

OSBURGO, CORO
Da chi più credi fido a te,
l’inganno è ordito.

ARTURO
Come? Dove? Dove?

CORO
La Straniera a cui fè,
a cui fè tu presti intera....
Valdeburgo, a cui tu cieco
t’abbandoi e ognor hai teco,
da gran tempo accesi in petto
da segreto e vile affetto,
e vile affetto,
da gran tempo accesi in petto
da segreto e vile affetto,
paventando che il tuo scorno
possa alcuno a te scoprir.
Di nascosto al nuovo giorno
han deciso di fuggir,
di fuggir.

ARTURO
Ciel! che sento!

CORO
Noi nel bosco, non veduti,
non veduti dagl’indegni,
col favor dell’aer fosco,
tutti udimmo i lor disegni,
tutti udimmo i lor disegni.
Hanno entrambi a te celato,
a te finto nome e stato.
Ambidue dai patrii lidi
fur cacciati, fur banditi,
accusati d’inudite,
d’inudite reità.

ARTURO
Ah! cessate, non seguite...
coppia rea, coppia rea,
tremar dovrà.

CORO
Taci, taci, taci.....
acqueta l’ire.....
Taci, taci, acqueta l’ire,
fingi ancor, non ti scoprire,
non dar campo ai menzogneri
d’inventar più rei misteri,
ti convinci da te stesso
dove giunga il loro eccesso....
il loro eccesso,
ti convinci da te stesso
dove giunga il loro eccesso,
poi prorompi, e sia bandita
ogni voce di pietà,
poi prorompi, e sia bandita
ogni voce di pietà,
di pietà

Taci, taci, acqueta l’ire,
fingi ancor, non ti scoprire,
non dar campo ai menzogneri
d’inventar più rei misteri,
ti convinci da te stesso
ove giunga il loro eccesso,
poi prorompi, e sia bandita
ogni voce di pietà,
Taci, taci, acqueta l’ire,
fingi ancor, non ti scoprire,
non dar campo ai menzogneri
d’inventar più rei misteri,
ti convinci da te stesso
ove giunga il loro eccesso,
poi prorompi, e sia bandita
ogni voce di pietà.

ARTURO
Oh! perfidia!
Ah! cessate....
Ah! non seguite....
Coppia rea,
coppia rea,
tremar dovrà.

Oh perfidia!

CORO
Fia punita.

ARTURO
Oh! furor!

CORO
Si sfogherà......

VI

ALAIDE
Ah! non partir.....
Già stende oscura notte il velo:
fosco, nebbio è il cielo,
nessuna stella appar.

VALDEBURGO
Finchè un sol raggio splende,
e gli elementi han posa,
per la foresta ombrosa saprò
la via trovar.

ALAIDE
Ti riverdrò?

VALDEBURGO
Domani.

ARTURO
(Ecco gl’indegni insieme.)

ALAIDE
Pensa che a me rimani
unica guida,
unica guida e speme.

ARTURO
(Perfida!)

VALDEBURGO
E tu sovvienti
de’ sacri giuramenti:
tu dei fuggir Arturo,
tu de’ con me partir.

ALAIDE
Oh! Leopoldo!
Io giuro, io giuro
i passi tuoi seguir.
Addio per poco! Addio

VALDEBURGO
Addio per poco!
Addio

ALAIDE
fino alla nuova aurora!

ARTURO
(Empio!

VALDEBURGO
fino alla nuova aurora!
Saremo uniti

ALAIDE
Saremo uniti allora

ALAIDE, VALDEBURGO
per non lasciarci,
lasciarci più,
per non lasciarci,
lasciarci più,
per non lasciarci,
lasciarci più.

ARTURO
Sì, sì, l’estremo addio,
sì, l’estremo addio all’infedel,
sì, l’infedel dai tu
sì l’estremo addio,
sì l’estremo addio all’infedel,
sì l’infedel dai tu.)

VII

ARTURO
Leopoldo!

VALDEBURGO
dall’alto
Oh ciel! qual nome!

ARTURO
Leopoldo!

VALDEBURGO
riconoscendo la voce
Arturo!

ARTURO
Discendi.

pausa frattanto che Valdeburgo
è vicino ad Arturo

VALDEBURGO
Che vuoi tu?

ARTURO
Vendetta.

VALDEBURGO
Come?

ARTURO
Mai t’infingi:
ti difendi.

VALDEBURGO
Qual furor!

ARTURO
Estremo è desso.

VALDEBURGO
Chi lo accende.

ARTURO
Tu... tu stesso.

VALDEBURGO
Io?

ARTURO
Sì, taci, taci, il ferro stringi,
se pur senso è in te d’onore,

VALDEBURGO
Sciagurato, a che m’a stringi?

ARTURO
se pur senso è in te d’onor.

Combattono. - Valdeburgo retrocede
incalzato da Arturo fino alla riva del lago;
è ferito, e vacilla.

ARTURO
Mori

VALDEBURGO
Arturo!

cade nel lago

ALAIDE
comparendo dalla capanna con
una face in mano.
Qual rumor!
Chi vegg’io?

ARTURO
Son vendicato.

ALAIDE
Qual parlar?
ohi mè!
Qual sangue?

ARTURO
Del fellon da me svenato...

ALAIDE
Ah! dov’è?

ARTURO
Nel lago, e sangue...

ALAIDE
Che mai festi!

ARTURO
con gioia feroce
Il tuo tesoro....
Leopoldo....
ucciso io l’ho.

ALAIDE
colpita d’orrore
Ah!............
Il fratel.......

ARTURO
spaventato
Fratello!
Fratello!

ALAIDE
Io moro.

ARTURO
Ti fia reso, o anch’io morò.

ALAIDE
Odi... arresta, arresta.

CORO
tenori, bassi
di dentro
Un uom nell’onda!

ALAIDE
Ciel soccorso.

CORO
tutti sortendo
Aita, aita!
La Straniera!
sangue gronda!

ALAIDE
Sangue!
O ciel!

CORO
Perchè smarrita?
Parla, parla,......
qual eccesso.....
qual misfatto hai tu commesso?

OSBURGO
Quest’acciar di sangue intriso
riconosci?

ALAIDE
Ah! lo ravviso...
con orrore
l’ascondete agli occhi miei....
ch’io nol vegga,
l’ascondete,
orror mi fa.

OSBURGO, CORO
Empia!.....
Forse!......

ALAIDE
Ah! sì, son tale,
l’amor mio fu a lui fatale.......
io l’ucciso, io lo perdei,
per me pena il ciel non ha.

OSBURGO, CORO
soprani, tenori, bassi
Tu omicida!...
tu omicida!...
il tuono rumoreggia più da vicino
Sì, lo sei....
te la scure punirà,
te la scure punirà, sì,
te la scure punirà
te la scure punirà, punirà.

tutto è silenzio

ALAIDE
è delirante
Un grido io sento
suonar perl’onda....
egli è un lamento
di lui che muor...

OSBURGO, CORO
Paventa il ciel.....

ALAIDE
Ciascun si taccia...
nessun risponde,
ei mi rinfaccia un empio amor,
un empio, un empio amor.
Ai suoi lamenti
v’unite, o venti;
prorompi, o tuono, accusator,
prorompi, o tuono, accusator.
Ah! Io l’ho perduto,
io l’ho voluto,
non v’è perdono a tanto,
a tanto error,
a tanto, a tanto error.

OSBURGO, CORO
Paventa, indegna,
il ciel si sdegna;
t’annunzia il folgore
il suo furor......

ALAIDE
Per me pena
il ciel non ha.

OSBURGO, CORO
il suo furor.....

ALAIDE
Tacete......
Un grido io sento...
suonar per l’onda....
egli è un lamento
di lui che muor.

OSBURGO, CORO
Paventa il ciel.....

ALAIDE
Ciascun si taccia....
nessun risponda,
ei mi rinfaccia
a un empio amor,
un empio, un empio amor.
Ai suoi lamenti
v’unite o venti;
prorompi, o tuono, accusator,
prorompi, o tuono, accusator.....
Ah! io l’ho perduto....
io l’ho voluto,
non v’è perdono a tanto,
a tanto error,
a tanto, a tanto error,
ah....... no,
non v’è, non v’è,

OSBURGO, CORO
Paventa, indegna,
il ciel si sdegna,
annunzia il tuono il suo furor,
annunzia il tuono il suo furor....
paventa, indegna,
il ciel si sdegna,
annunzia il tuono il suo furor
il suo furor.....
paventa, indegna,
il ciel si sdegna;
annunzia il tuono il suo furor,
annunzia il tuono il suo furor...

ALAIDE
a tanto error....
ah..... no,
non v’è, non v’è,
 

OSBURGO, CORO
paventa, indegna,
il ciel si sdegna;
annunzia il tuono il suo furor,
il suo furor, il suo furor;
Ah! paventa il suo, il suo furor,
Ah! paventa il suo, il suo furor,
il suo furor, il suo furor,
paventa il suo furor.

ALAIDE
A tanto error, a tanto error,
a tanto error;
no, non v’è perdono
a tanto error,
no, non v’è perdono
tanto error, a tanto error,
a tanto error, a tanto error.
 

Atto secondo