Melodramma in due atti

Libretto: FELICE ROMANI

Il pirata, 2.Akt
Oversigt
Atto primo

Scena prima
I

Spiaggia di mare in vicinanza a Caldora.

Sul dinanzi della scena si vede un antico monastero, ricetto d'un solitario. All alzar del sipario è già cominciata un'orrenda tempesta. Vedesi una nave in gran pericolo, sbattuta qua e là dai venti e dai flutti. La riva e gli scogli sono pieni di Pescatori che si sforzano di soccorrere I miserik vicini a naufragare. Il solitario gli incoraggisce. A poco a poco tutto il luogo si copre di popolo. La tempesta è al suo colmo.

CORO pescatrici
Ciel! Qual procella orribile,
Terra sconvolge, terra sconvolge e mare!
Ciel! Qual procella, ecc.
I miseri a salvar
Vana è ogni cura.

SOLITARIO
Non disperate, o figli,
Non son perduti ancor.

CORO
Vana è ogni cura.
Non vedi, o ciel! Qual procella orribile!

SOLITARIO
V'ha un Nume protettor della sventura!

CORO
Deh! Prega il Nume, il Nume
protettor della sventura.
Il Nume protettor, ecc.

SOLITARIO
V'ha un Nume protettor della sventura, ecc.

CORO
Oh, ciel! Oh ciel!
Urta la nave…
Ahi miseri! Ahi miseri!

SOLITARIO; CORO
Pere ciascun – Quale orror!
Ahi! Quale orror!
Ahi lassi!

CORO
Ahi miseri!
Preghiam per lor, preghiamo, amici,
Preghiam, preghiam.
Nume, che imperi, che affreni il mare…

CORO uomini dagli scogli
Su, coraggio! Presto andiamo.

CORO sul proscenio
… deh! Non abbandonar, oh Nume
gl'infelii: di lor pietà,
di lor pietà! ecc.
…Nume, pietà, di lor pietà, di lor pietà.

CORO dagli scogli
Lo schifo, su, presto,
compagni, da bravi!

CORO dagli scogli, SOLITARIO
Lo schifo… Oh cielo! Speranza v'è ancor.

CORO
tutti gli uomini sugli scogli a quei che
sono in battello
Coraggio! Costanza!
a quel che sono in scena
Al vento resiste.

SOLITARIO
Più cresce la speme…

CORO dagli scogli
Contrasta con l'onde…

SOLITARIO, CORO soprani
Oh cielo! L'assisti.

CORO dagli scogli
S'inoltra… s'arresta.

CORO dagli scogli, SOLITARIO
Piu dubbio non v'ha, no, no, non v'ha, no,
Non v'ha.
Al Nume celeste sien grazie rendute,
Di loro salute, di tanta bontà,
Di loro salute, di tanta bontà.
Notizie del caso si rechi a Caldora.
Accorra al riparo la nobil signora:
Ai lassi stranieri ospizio darà,
che puote dar prova di nova pietà,
che puote, ecc.

II

Vengono dalle rive i naufraghi salvati dai pescatori. Gualtiero, sostenuto da Itulbo, è in mezzo a loro.

GUALTIERO
Io vivo ancor!
A me nemici trovo fin gli elementi.

SOLITARIO
(Oh ciel! Qual voce?)

ITULBO
(Ah! Taci; frenati per pietà…
Tradirti vuoi?)

GUALTIERO
In quale lido giungemmo? Ove siam noi?

SOLITARIO
In seno amico, sventurato, sei tu.

GUALTIERO
Quai detti!

ITULBO
(Io tremo.)

SOLITARIO
Ah! Gualtiero!

GUALTIERO
Goffredo!

SOLITARIO
Al sen ti premo.

GUALTIERO
Oh! Mio secondo padre, mio saggio istitutor;
Tu in queste spoglie, in sì povero tetto?

SOLITARIO
Ah! Te perduto, ogni bene io perdei.
Qui tristo e solo a pianger vivo la tua morta
Fama, la tua vergogna, e la tua casa in fondo.
E tu?

GUALTIERO
Di mia vendetta ho pieno il mondo –
Ma indarno. Il vile Ernesto, il mio persecutor,
Vive ed esulta dell'ingiusto mio bando
e di mie pene. Ma di' – Che fa Imogene?
Mi è fida ancora, e d'ogni nodo è sciolta?

SOLITARIO
Lasso! E pur pensi?

GUALTIERO
A lei soltanto.
Ascolta.
Nel furor delle tempeste,
Nelle stragi del pirata,
Quell'imagine adorata
Si presenta al mio pensier,
Come un angelo celeste,
Di virtude consiglier,
Si presenta, ecc.

SOLITARIO
Infelice! Ed or che speri?

GUALTIERO
Io nulla io spero…
E pure il l'amo, io l'amo e peno,
io l'amo, io l'amo e peno.
Ma l'orror de' miei pensieri
Questo amor disgombra almeno:
Egli è un raggio che risplende
Nelle tenebre del cor.
Mia vita omai dipende
Da Imogene e dall'amor.

CORO DI PESCATORI
che ritornano
Del disastro di questi infelici
Per noi conscia la nobil signora,
Ella stessa ne vien da Caldora
Le pietose sue cure a partir.

SOLITARIO
(Oh! Periglio!)
T'affretta, t'affretta a seguirmi.
Sì, sei perduto, se a lei, se a lei non t'ascondi.

GUALTIERO
Sì mutato chi mai, chi mai può scoprirmi?

SOLITARIO
Ella al certo.

GUALTIERO
Ella? Chei è dessa? Rispondi.

SOLITARIO
Deh! Non chieder.

GUALTIERO
Come? Che dici?

SOLITARIO
Sì, ti fia noto: or t'è d'uopo fuggir.
Vieni, fuggi, convien di fuggire.

ITULBO, SOLITARIO
Or t'è d'uopo fuggir,
Vieni, è d'uopo fuggir, ecc.

CORO
Sì, sen viene, sì, sen viene,
Sen vien da Caldora
Le pietose sue cure, ecc.
Ella viene a partir, ecc.

ITULBO, SOLITARIO
Sei solo fra nemici.

GUALTIERO
Fra nemici! – né poss'io, né poss'io
Disfidarli e morir!
Per te di vane lagrime,
mi nutro ancor, mio bene:
speranza mi fa vivere
di possederti ancor.
Se questo avessi a perdere
Conforto in tante pene,
Ah! Non potrei più reggere,
vorrei la morte allor,
se questo, ecc.

ITULBO
Deh! Taci.

SOLITARIO
Taci.

GUALTIERO
Mio ben, per te sol vivo, ah sol per te.

ITULBO, SOLITARIO
Deh! Frenati.

GUALTIERO
E senza di te morrei, mio ben.

ITULBO
Incauto, frenati, non dar sospetto;
Ti svela il tuo, il tuo furor,
Frena il tuo furor, ecc.

CORO in disparte
(Donde sì cupi gemiti? Perché?
Donde si tristo aspetto, ah perché?
Ah quel che l'agita è certo smania,
Non è speranza, non dolor,
no, non è dolor, ecc.)

GUALTIERO
Ah! Mio ben, per te, sì!
Per te di vane lagrime, ecc.
…ah! Non potrei più reggere, vorrei la
morte allor,
se questo avessi, ecc.
…ah! Non potrei, non potrei più reggere, ecc.

ITULBO, SOLITARIO
Taci, taci, sì ti svela il tuo furor, ecc.

CORO
Non è dolor, quella è smanie e non dolor,
ecc.

III
il solitario conduce Gualtiero nella sua abitazione; indi ritorna ad Itulbo.

IMOGENE
Sorgete; è in me dovere quella pietade
Che al soccorso m'invia degli stranieri
Che tragge a questo suol caso o tempesta:
Antica legge di Caldora è questa.
Chi siete, o sventurati?
Donde scioglieste?

ITULBO
La real Messina lasciammo all'alba;
A Palermo volte eran le nostre vele.

IMOGENE
A Palermo! Ah! Solcaste un mar crudele.
Campo d'orribil guerra, o stranieri, è quel mar.

ITULBO
(Cielo!)

IMOGENE
V'occorse di quei pirati alcun?

ITULBO
Essi fur vinti, spersi… distrutti…

IMOGENE
E il duce lor?

ITULBO
Il duce? (Qual mai richiesta?)
È forse in ceppi, o spento.

IMOGENE
Spento!

ADELE ad Imogene
(Ah! Che fai? Ti frena.)

IMOGENE
(O mio spavento!)

IV

Ad un cenno di Adele i pirati si discostano; Imogene prende Adele in disparte.

IMOGENE
Lo sognai ferito, esangue,
In deserta, ignuda riva,
Tutta intrisa del suo sangue,
De' miei gridi il ciel feriva, ecc.
…né una voce rispondea,
l'aura istessa, il mar tacea.
Era sorda la natura
Al mio pianto, al mio dolore;
Era sorda la natura
Al mio pianto, mio dolor,ecc.

ADELE
(Deh! Cessa… scacciar procura
quest'immagini d'orror, immagini, ecc.)

CORO
(Ella geme; ignota cura
l'infelice affligge ognor, ecc.)

IMOGENE
… al mio pianto, al mio dolor.

CORO
(Ella geme; ignota cura
l'infelice affligge ognor, ecc.)

ADELE
Ah! Cessa, scacciar procura tanto orror, ecc.

IMOGENE
Ah! Senti ancora.
Quando a un tratto il mio consorte
Mi s'affacia irato e bieco,
io, mi grida, io il trassi a morte.
Ei m'afferra, e tragge seco.

Ah! –

CORO
Ciel! Ciel! Ciel!

IMOGENE
Muta, oppressa, sbigottita,
Lunge, lunge io son rapita
E mi seguita sui venti
Un sospiro di lui che muor...
Quel sospiro io sento ancor,
O mia fedele, questo sogno
Avverato appien comprendo.
Quel sospiro io sento ancor!
O mia fedele, avverato appien ancor, ecc.

ITULBO
(Qual sospetto io sento in core!)

CORO
Ella geme, oh infelice!

ADELE
Vane larve tu paventi.
Ti calma, o Dio! ecc.

CORO
(Ella geme, oh infelice, geme ognor,
l'infelice affligge ognor.
Ella geme; oh infelice, pena ognor, pena
Ognor, ognor, ecc.)

V

Gualtiero si presenta dall'abitazione del solitario; ma questi lo astringe a rientrar

GUALTIERO
Cielo! È dessa!

IMOGENE
Oh Dio! Che intendo?
Qual mai gemito suonò?

ITULBO
Egli è un naufrago dolente,
egro, misero, demente
chè fortuna e il mar fremente
d'ogni bene lo privò.

IMOGENE
Si soccorra, si soccorra…
O cara Adele! Qual tumulto in me destò,
Qual tumulto, ecc.
(Sventurato, anch'io deliro,
tutta assorta in vano affetto:
io ti veggo in ogni oggetto,
o tormento del mio cor. –
Ah! Sarai, finch'io respiro,
anch'estinto, a me presente:
In cagion eternamente
Tu sarai del mio dolor,
La cagion, ecc.

ADELE, CORO
Al castel tranquilla riedi,
Gli stranieri aita avranno.
Tu lo vedi: il loro affanno
Tristo oggetto è omai per te.
Tu lo vedi, ecc.

IMOGENE
Io ti veggo…
In ogni oggetto…
O tormento del mio cor.
Sventurata, anch'io deliro, ecc.
… tu sarai eternamente
la cagion del mio dolor, ecc.

ADELE, CORO
Al castel tranquilla riedi, ecc.

Scena seconda
I
Loggia nel castello di Caldora a che mette ai giardini. È notte.

CORO di dentro
Evviva allegri!
Andiam pure, allegri, allegri!
sortendo in tumulto e bevendo
Viva, viva!
Chi risponde a' nostri evviva?
Ripetiamo… viva! Viva! Ripetiam.
porgono l'orecchio – l'eco ripete gli evviva.
Egli è il vento, egli è il vento,
Il suon dell'onde che si frangon,
Che si frangon sulla riva.
Alla gioia de' pirati
Prende parte e terra e mar...
Zitti, zitti, sconsigliati,
non ci stiamo a palesar.
Ascoltiam.
Alcun s'appressa…
Egli è Itulbo, egli è Itulbo.
uscendo Itulbo, gli offrono da bere
Prendi, prendi… senti, senti.
Chi risponde? Viva, viva!
Egli è il vento, il suon dell'onde.
Alla gioia dei pirati
Prende parte e terra e mar.
Zitti, zitti, sconsigliati,
non ci stiamo a palesar.

ITULBO
S'avvicina la Duchessa;
Separatevi, imprudenti.

CORO
La Duchessa?

ITULBO
Guai se viene
Chi noi siamo a sospettar!

CORO
Guai, sì, guai, tacer conviene,
Guai se viene a sospettar, ecc.
Guai, sì, tacer conviene,
Bever tosto, e lungi andar, ecc.
…tocca, allegri, andiam, ecc.
Versa, versa, tocca, e presto andiam.
Viva, viva!
ad Itulbo
Senti, senti: che risponde?
Egli è il vento, l'onda infranta in sulla riva.
Alla gioia de' pirati prende parte e terra e mar.
Zitto, zitto, sconsigliati, ecc.
bevendo ed urtando i bicchieri fra loro
Versa, versa, tocca, tocca, ecc.
…bevi, tosto, e lungi andiam, ecc.
Viva!
Allegri!
di dentro, allontanandosi a poco a poco
sino alla fine del pezzo
Andiam pure, ma versa intanto,
tocca, bevi, e andiam pure, allegri!
La bottiglia ci rintegri
Da cotanto faticar, ecc.
…tocca, allegri, andiam, ecc.

II

IMOGENE
Ebben?

ADELE
Verrà.
Lungi da' suoi, sepolto in profondi pensieri
Io lo rinvenni, e il tuo desir gli esposi.

IMOGENE
Ed ei ti disse?

ADELE
Nulla.
In me gli occhi affisse muto,
Perplesso, indi sull'orme mie mosse
Tacito sempre e a lento passo.

IMOGENE
Vanne, e veglia qui presso
Ad ogni evento.

Adele parte.

III

IMOGENE
Perché cotanta io prendo d'uno stranier pietà?
Mesto sul cuore ancor mi suona
il gemer suo dolente. Eccolo.
Oh! Come io tremo a lui presente!
Gualtiero giunge in fondo al teatro a passi lenti e resta avvolto nel suo mantello senza guardare Imogene.
Stranier… la tua tristezza, nella gioia de' Tuoi,
Prova m'è certa che at te fortuna fu più cruda assai.
Parla... T'avrebbe mai tutto Rapito il mar?
Poss'io con l'oro…?

GUALTIERO
Nulla… Il mondo per me non ha tesoro.

IMOGENE
Intendo. Hai tu nell'onde perduto forse un
Adorato oggetto, un congiunto, un amico?
Ah! Non poss'io consolarti, o straniero.
Io stessa, io stessa inconsolabil vivo.

GUALTIERO
È ver, d'ogni conforto il ciel m'ha privo.
Sono orrendi I miei mali.

IMOGENE
Eppur sollievo sperar puoi tu di tua famiglia
In seno, nel patrio suol…

GUALTIERO
Io! Son deserto in terra!
Famiglia, patria, empio destino,
Empio destin mi ha tolto.

IMOGENE
(S'accresce il mio terrore se più l'ascolto.)
Poichè d'alcuna aita giovarti non mi lice,
Addio.
Se un giorno fia che ti tragga
Del altare al piè il tuo dolore,
Deh! Prega, per me che sono
Più di te sventurata.
per partire

GUALTIERO
appressandosi
Odimi… t'arresta… Invan ricusi…
A me fuggir non puoi.

IMOGENE
Fuggirti non poss'io? Chi sei? Che vuoi?

GUALTIERO
Ch'io parli ancor?
Voce suonava un di che ognun
Potea scordar senza delitto,
Fuor che tu sola.

IMOGENE
Giusto cielo!

GUALTIERO
Ah! Imogene!

IMOGENE
È desso! È desso!
Si abbandona nelle sue braccia; si stacca sbigottita.
Tu sciagurato! Ah! Fuggi, fuggi.
Quest'è d'Ernesto, questa d'Ernesto è corte, ecc.
Ah! Fuggi, ah! Sciagurato,
Questa d'Ernesto è corte.

GUALTIERO
Lo so.
Ma tu distruggi dubbio peggior, peggior di morte, ecc.
Qui dove impera Ernesto come sei tu?
Perché?

IMOGENE
Nodo fatal, funesto a me l'unisce.

GUALTIERO
A te!
No, non è ver: no'l credo, no'l credo;
No, non mi fosti tolta, no, non mi fosti tolta

IMOGENE
Misera me!

GUALTIERO
Che vedo! Tu piangi? Oh furor!

IMOGENE
Ah! M'ascolta.
Il genitor cadente,
In rea prigion languente
Peria, se al Duca unirmi
Io ricusava ancor.

GUALTIERO
Empia! Così tradirmi!

IMOGENE
Periva il genitor, il genitor, periva il
Genitor, ecc.

GUALTIERO
Pietosa al padre! E meco
Eri sì cruda intanto!
Ed io deluso e cieco
Vivea per te soltanto!
Mille soffria tormenti,
L'onde sfidava e I venti:
Sol per vederti, vederti in seno
Del mio persecutor!
Perfida! Hai colmo appieno
Dei mali miei l'orror!

IMOGENE
Ah! Tu d'un padre antico
Tu non tremasti accanto;
Scudo al pugnal nemico
Ei non avea che il pianto.
I lunghi suoi tormenti
Non furo a te presenti,
Non lo vedesti pieno
D'affanno e di squallor.
Ei non avea, ecc.

GUALTIERO
Pietosa al padre! ecc.

IMOGENE
Alcun s'appressa. Ah! Lasciami,
Guai se tu fossi udito.

GUALTIERO
Or che tu m'hai tradito,
Nessun mi fa tremar.
Escono le damigelle di Imogene e col figlio suo.

IMOGENE con grido
Ah! Figlio mio!

GUALTIERO
Che ascolto?
Aferra il fanciullo e ne allontana Imogene.
Scostati…

IMOGENE spaventata
Oh ciel!

GUALTIERO
Contemplando fremente il figlio
Qual volto!

IMOGENE
Pietà!

GUALTIERO
Figlio d'Ernesto…
La sua mano si arresta sul pugnale.

IMOGENE
Ah! –
Al grido di Imogene, Gualtiero si arresta perplesso; indi commosso le restituisce il figlio.
È mio, è figlio mio…
Pietà, pietà!

GUALTIERO
Bagnato dalle lagrime
D'un cor per te straziato,
Lo stringo a questo seno,
Lo dono al tuo dolor.
Ti resti per memoria
D'un nodo sciagurato;
Eterno fia rimprovero
Del mio tradito amor.

IMOGENE
Non è la tua bell'anima,
Gualtiero, cambiata…
In queste dolci lagrime,
Il la ritrovo ancora.
Deh! Fa che pegno scorrano
Ch'io moro perdonata;
Sian dono amaro ed ultimo
D'un infelice amor.

GUALTIERO
Ti resti, per memoria, ecc.
…Lo lascio al tuo dolor.
Ingrata! Ti resti, ecc.
…del mio tradito amor.

IMOGENE
Deh! Fa che pegno scorrano ch'io moro perdonata.
Ah! Non è la tua bell'anima, non è,
Gualtiero, ecc.
…d'un infelice amor.

Gualtiero si scioglio da lei, e rapidamente si allontana.

IV

IMOGENE
Grazie, pietoso ciel, grazie ti rende
il materno mio cor.
alle damigelle
Ite, vegliate sull'innocente
E non ardisca alcuna, se pur ara le sono,
Rammentar quel che vide.
suono di banda nell'interno
Ahimè! Qual suono!
Adele ricomparisce.
Che rechi, Adele?

ADELE
Inaspettato arriva il Duca vincitor.

IMOGENE
Egli… Gran Dio!
In qual momento ei giunge!

ADELE
Il popol vola incontro al suo signor, e di
Festiva e lieta pompa già Caldora splende.
Vieni: te sola attende il nobile corteggio.

IMOGENE
Andiamo. Ah! Questo d'ogno fiero mio caso
È il più funesto.
partono

Scena terza
I
Esterno del Palazzo di Caldora, illuminato

CORO DI GUERRIERI
Più temuto, più splendido nome
Del possente signor di Caldora
Non intese Sicilia finora
Della fama sui vanni volar.
La fortuna gli porse le chiome,
La vittoria seguì le sue vele:
Sallo appieno il pirata crudele
Che la possa ne ardiva sfidar,
Sallo appieno, ecc.
In un giorno le squadre fur dome
Che dell'onde usurpavan l'impero;
In un giorno fu vinto Gualtiero,
In un giorno fu libero il mar.
Più temuto, più splendido nome
Non s'udi per Sicilia echeggiar,
No, non s'udi per Sicilia eccheggiar, ecc.

ERNESTO
Sì vincemmo, e il pregio io sento
Di sì nobile vittoria;
Ma che vostra è la mia gloria,
Cavalieri io sento ancora.
Se divisi nel cimento
Fur gli affanni e la fatiche,
Dividete in mura amiche
Le mie feste, e lo splendor.
Dividete in mura, ecc.
La mia gioia e lo splendor.

CORO
Più temuto, più splendido nome, ecc.

ERNESTO
Sì vincemmo, e il pregio io sento, ecc.
… dividete in mura, ecc.

CORO
Come in guerra sei audace,
Sei cortese nella pace;
La bontà del tuo gran core
Va del pari col valor,
Sol valor, sì, col valor, ecc.

II

ERNESTO
M'abbraccia, o donna.
Che vegg'io?
Dimessa afflitta tanto troveranno I prodi
La consorte del Duca?
Al mio trionfo tal prendi parte?

IMOGENE
Di vederti illeso m'allegro io sola:
Altro non lice ad egra, languente donna,
Ed a qual punto il sai.

ERNESTO
Tristo è il tuo stato, e m'è palese assai.
Ma vôlto in meglio ei fia, ché a te por
Mente quindi io potrò né più lasciarti io
Spero. Il traditor Gualtiero fugge sconfitto
Né che più risorga a nuova guerra e ancor
Mi sfidi io temo.

IMOGENE
(E s'ei giungesse? Oh mio terrore estremo!)

ERNESTO
Ma di': qual sei pietosa desti ai naufraghi asilo?

IMOGENE
(Oh ciel!)

ERNESTO
Contezza dell'esser loro hai certa?

IMOGENE
Agl'infelici porger soccorso,
E interrogarli poscia fu mio pensier.

ERNESTO
A me dinanzi io quindi il duce loro appello
Col solitario, che del mar fremente li ricettò
Primiero. Eccoli.

IMOGENE
(Aita, oh cielo!)

SOLITARIO
piano a Gualtiero
(Ardir Gualtiero.)
si avanza
Degli stranieri accolti nell'ospital tua terra,
Eccoti innanzi, signore, il condottier.

ERNESTO
A me s'appressi, e sincero risponda.

Gualtiero si vorrebbe presentare, ma lo previene Itulbo.

ITULBO
Eccomi.

SOLITARIO
(Il suo disegno, o ciel, seconda)

GUALTIERO
(Oh! Furor! E ho da frenarmi?)

ERNESTO
All'accento, al manto, all'armi
Tu non sei di questi lidi.

ITULBO
In Liguria il giorno io vidi.

ERNESTO
E tu sei…?

ITULBO
Di quello Stato capitano venturier.

ERNESTO
Quelle terre asilo han dato a un fellon,
Al vil Gualtier.

GUALTIERO
(Vile!)

ITULBO
Là s'accoglie ogni stranier.

ERNESTO
Ma soccorso ei vi rinviene
Di navigli e di corsari;
M'è sospetto ognun chi viene
Da quei lidi, da quei mari.
Finché meglio a me dimostro
Non è nome e l'esser vostro,
in Caldora resterete
rispettati prigionier.

GUALTIERO
(Prigionieri!)

IMOGENE
(Ahimé!)

SOLITARIO
a Gualtiero
(Ti frena.)

ITULBO
Cruda legge, o Duca, imponi.
ad Imogene
Tu che sai la nostra pena,
Nobil donna, t'interponi.

IMOGENE
Ah! Signor, così inclemente
Non ti trovi amica gente.
Da fortuna afflitti, oppressi,
Infelici assai son essi;
Il ritorno ai patrii lidi
Ai dolenti non negar.

GUALTIERO
(Traditor!)

SOLITARIO
a Gualtiero
(Deh! Taci.)

ERNESTO
dopo aver pensato
Dunque il vuoi?
Partan dunque al primo albor.

ITULBO, CORO
si prostano ad Imogene
Generosa!…

GUALTIERO
di soppiatto ad Imogene
(Imogene!…

IMOGENE
Sorgi!

ITULBO, CORO
… a' piedi tuoi…

GUALTIERO
… un solo accento…)

ITULBO, CORO
… rendiam grazie del favor.

IMOGENE
(Oh Dio… non ti svelar…)

III
Ernesto è circondato dai suoi, a' quali manifesta i suoi sospetti: egli dà degli ordini, il solitario ed Itulbo sono nel massimo timore, e nascondono colle loro persone Gualtiero ed Imogene agli occhi dei più vicini.

GUALTIERO
(Parlarti ancor per poco,
pria di partir, pretendo
in solitario loco,
qual più tu vuoi attendo.
Se tu ricusi per te deh! Trema,
Per te, per lui, per lui, pel figlio
Notte per tutti estrema questa,
Per tutti estrema questa,
Crudel, sarà, trema per te, ecc.)

ERNESTO
(Io volgo in cor sospetti
ch'io non comprendo:
all'opre loro, ai loro detti
giovi vegliar fingendo vegliar.
Queti esplorar, giovi vegliar
Se approdi alcun, alcun naviglio:
Se v'ha cagion di tema
Il nostro acciar li preverrà.
All'opre loro, ecc.
… il nostro acciar li preverrà.)

IMOGENE
(Ti scosta, o Dio! Te'l chiedo,
l'imploro a te piangendo:
l'ultimo mio congedo abbi,
abbi in tal punto orrendo.
Non t'ostinar, ah! Deh! Ti prema
Del tuo mortal, mortal periglio
Della mia pena estrema,
Del mio terror pietà.
Ti scosta, o Dio!, ecc.
… l'impongo a te, a te piangendo,
… del mio terror pietà.)

ADELE
Misera, ah! Tutto ancora
Il mio terror riprendo,
Lo sconsigliato ignora
Il suo periglio orrendo.
A questa prova estrema
Reggiam con fermo ciglio:
S'asconda altrui la tema
Che palpitar ci fa, ecc.

ITULBO
Osserva.
Ah! Tutto ancor il mio timor,
Oh ciel, ah! Tutto ancor riprendo il timor:
S'asconda altrui la tema
Che palpitar ci fa;
Reggiam ancor, s'asconda altrui
... che palpitar il cor ci fa.

SOLITARIO
Osserva…
Ah! Tutto il mio timor riprendo.
Il periglio orrendo
S'asconda altrui, altrui la tema
Che palpitar ci fa,
Reggiam! S'asconda altrui, ecc.
… palpitar il cor ci fa.

COROdonne
Questa prova estrema,
Deh! Reggiam con fermo ciglio,
Ascondiam la tema
Che palpitar ci fa,
S'asconda altrui la tema,
Sì, che palpitar ci fa, ecc.
… che palpitar il cor ci fa.

COROguerrieri
Queti, queti, esplorar ci prema
Se approdi alcun naviglio,
E se v'ha cagion di tema
Quest'acciar li preverrà;
Se v'ha cagion, ecc.
Giovi vegliar, queti preverrà, ecc.
… il nostro acciar li preverrà.

GUALTIERO
per scagliarsi contro Ernesto
Ebben: cominci, o barbara, la mia vendetta.

IMOGENE
con un grido
Ah!

ERNESTO, CORO
Che avvenne?

IMOGENE
si abbandona fra le braccia delle sue damigelle
Io moro…

ERNESTO, CORO
Che avvenne?

ITULBO
a Gualtiero, allontanandolo
(Insano!)

SOLITARIO
(Scostati!)

GUALTIERO
(Oh qual furor divoro!)

ERNESTO
D'onde si strano e subito dolore in lei!
Perché?

CORO damigelle
Egra, languente e debile
Più dell'usato forse,
tal non dovea l'improvvida
al ciel notturno esporse.

ERNESTO
Alle sue stanze traggasi.

DAMIGELLE
Vedi, vedi, vedi, ritorna in sé.
Imogene rinviene a poco a poco.

IMOGENE
Ah! Partiamo, I miei tormenti
Sian celati ad ogni sguardo.
Tremo, avvampo… gelo ed ardo…
Gonfio il sen mi scoppia il cor, ecc.

ADELE
Per pietade, vieni, ascondi il tuo dolore,
Ah, vieni, ascondi, ecc.

GUALTIERO
Raffrenarmi la ragion invan s'attenta;
Alla strage anela il cor.

ERNESTO
Imogene! Quali accenti! Quali accenti!
Pena, ambascia non è questa, ma furor.

ADELE
a Ernesto
Ah! Signor, sì strani accenti
Tu condona a donna oppressa…
ad Imogene
Per pietade di te stessa
Vieni, ascondi il tuo dolor.
Per pietade di te stessa, ecc.
... ascondi il tuo dolor.

GUALTIERO
Raffrenar mie furie ardenti
La ragion invan s'attenta;
All'acciar la man s'avventa,
Alla strage anela il cor, ecc.

ITULBO, SOLITARIO
Vieni, fuggi, omai cimenti
Colla tua la nostra vitaa.
Deh! Risparmia la smarrita,
Ella more di terror, ecc.

ERNESTO
Imogene! Quali accenti!
Qual delirio in lei si desta?
Pena, ambascia non è questa,
Ma trasporto, ma furor, ecc.

DAMIGELLE
Ah! Signor, si strani accenti
Tu condona a donna oppressa.
(Per pietade di te stessa
vieni, ascondi il tuo dolor.) ecc.

GUERRIERI
Infelice! Quali accenti!
Qual delirio in lei si desta?
Pena, ambascia non è questaa,
Ma trasporto, ma furor, ecc.

GUALTIERO
… alla strage anela il cor.

IMOGENE
… mi scoppia il cor.

ERNESTO
Oh qual furor!

GUERRIERI
Ah, qual furor, ah! Qual furor!

IMOGENE
Ah! partiamo, I miei tormenti
Sian celati ad ogni sguardo.
Tremo, avvampo … gelo ed ardo …
Gonfio in sen mi scoppia il cor… ecc.

ADELE
Per pietade, vieni, ascondi il tuo dolore…ecc.

GUALTIERO
Raffrenarmi la ragion invan s'attenta;
Alla strage anela il cor… ecc.

ERNESTO
Imogene! Quali accenti! Quali accenti!
Pena, ambascia non è questa, ma furor, ecc.

ITULBO, SOLITARIO
Oh vieni, fuggi, omai cimenti
Colla tua la nostra vita… ecc.

DAMIGELLE
Ah! Infelice!
Ah! Signor, sì strani accenti… ecc.

GUERRIERI
Ah! Infelice! Quali accenti!
Qual delirio in lei si desta?`… ecc.

Imogene è tratta altrove dalle sue damigelle. Gualtiero da Itulbo e dal solitario è trascinato fuori. Ernesto, in mezzo ai suoi cavalieri, riman in gravi pensieri.
 

Atto secondo