Melodramma in due atti
Bianca e Fernando, 2.akt
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Libretto: DOMENICO GILARDONI
       (Revideret af Felice Romani)
 

Atto primo

Scena prima
I
Atrio della Reggia.  Al di là veduta della città, e del porto di Agrigento. Sorge il Sole. Approdano le navi, e scende al lido Fernando con Uggero, ed i capi del suo seguito.

FERNANDO
Questo è mia Reggia; alfin vi giunsi. Oh gioia!
Felice io son! Io ti respiro, o dolce
Aura del suol natio: qui tutto annunzia
Pace e felicità... Ché dissi mai?
E qual vano trasporto
Femmi obblìar, ch'io premo quella terra,
Che dell'amaro padre il cener serra?

UGGERO E CORO
Sgombra quel duol.
Serenati.
Sei nel tuo suol.
Confortati.
L'alta ragion
Rammentati.
Ch'or qui ti guida!

FERNANDO
A tanto duol.
Quest'anima
Langue; il vigor
Già mancale;
Ahi qual ragion
Infausta
Or qui mi guida!

UGGERO E CORO
Ov'è il tuo cor
Intrepido?
Ove il valor
Magnanimo?
Non ti sovvien.
Che vindice
Qui il Ciel ti guida?

FERNANDO
Sì: a vendetta qui adulto ritorno.
Presso è l'ora. In me rieda il coraggio.
Tremi il perfido! ... Apparve quel giorno.
Che pagar de' col sangue l'oltraggio.
Ascolta, o padre, i gemiti
Del figlio tuo dolente,
Se fui cagion di perderti.
Eterno il duolo è in me.
Sol di vendetta al grido
Di sdegno avvampo e fremo;
Questo è il mio voto estremo
Pugnar, spirar per te.

CORO
Il vil che sì t'oppresse
Fia tratto al suolo esangue:
Quell'esecrato sangue
Noi verserem per te.
Pugnar, spirar per te.

FERNANDO
Uggero sol, non altri, meco resti:
Voi sulle navi andate.
Né qui senza un mio cenno il piè portate.

Esce Clemente ed osserva gli stranieri

CLEMENTE
Sì è desso...

UGGERO
Un veglio!

FERNANDO
Giusto Ciel! Clemente!

CLEMENTE
Fernando!

FERNANDO
Ah taci! ... Ognun mi creda Adolfo
Qual da fanciul men vissi in lido estrano.
Me tu conosci sol, chè in Lusitania,
Quando del padre messager venisti,
Mi ti svelai. Ch'io son, promulga or dunque,
Adolfo, apportator dell'atra nuova
Che Fernando morì.

CLEMENTE
Ben divisasti...
Ah tu non sai...

FERNANDO
T'intendo; dir mi vuoi che Filippo, dello sposo
Di Bianca, vil scudiero, il regno tormi brama?
......Ch'ella al suo talamo, orbato di recente
Del Duca di Messina, alzarlo ha in mente?.......
Tutto m'è noto...... Indegna figlia di Carlo!.......
Ma del padre mio, dimmi, o Clemente,
come segui la morte?

CLEMENTE
In quella notte orrenda,
Che presente m'è ognor,
s'ebben sei lune già si compir,
un grido feral destommi,
e da per tutto udita: Carlo morì.
Corro a bagnar di pianto l'esangue spoglie
....... ma non fu concesso.......
A ognun Filippo contendea l'ingresso.

FERNANDO
Che sento?... E Bianca ov'era?

CLEMENTE
In quel soggiorno villeresco,
ov'ancor si tiene.

FERNANDO
Adunque in questa Reggia.......

CLEMENTE
Il piede in breve ne porrà.

FERNANDO
Venga. L'attendo.

UGGERO
Signor, talun s'appressa.

FERNANDO
Che fia?

CLEMENTE
Viscardo:
lo scudier più fido del tiranno.

FERNANDO
Viscardo?
Colui, che al Tago in riva
Più fiate il brando mio salvò da morte?
Anco a lui son ignoto... Ah sì, ch'ei fia
Securo braccio alla vendetta mia.

CLEMENTE
Ti scorga il Ciel nel grand'evento!
parte

II
Fernando, Uggero e Viscardo

FERNANDO
Al seno accoglimi, Viscardo...

VISCARDO
Adolfo!... Ah come in queste arene?

FERNANDO
All'Anglo rege, commiato chiesi.
Allor che doma Scozia appien gli resi;
E alle Sicanie sponde,
Insiem co' prodi miei, volsi le prore,
Ond'offrir a chi'l voglia il mio valore.

VISCARDO
Di render pago il tuo desìo prometto.
Molta Filippo ha fede in me.
Raduna ei gente d'arme.

FERNANDO
E la ragion?

VISCARDO
N'è il soglio,
Che, Carlo estinto, a lui venir potria
Conteso da Fernando...

FERNANDO
Inutil tema.
Più non respira.

VISCAROD
Ed è mai ver?

FERNANDO
Mel credi.
Per la suora, un suo foglio io serbo.

VISCARDO
A noi viene Filippo.
Parti, e ti guarda
Per or dall'inoltrarti.

Scena seconda
I
Appartamenti di Filippo nella Reggia, Filippo solo, poi Viscardo.

FILIPPO
Viscardo... or ora al porto
Estranea gente giunse; qual mai n'è il Duce?
E in questi lidi qual ragion lo adduce?

VISCARDO
Dall'Anglia ei vien. Brama servir. M'è amico.
E, per te, lieta e grata nuova arreca...
L'argin più saldo hai superato, e vinto...

FILIPPO
Che mai? ... Palesa... di...

VISCARDO
Fernando è estinto!

FILIPPO
Estinto!... Che ascoltai?
Fernando in braccio a morte!...
Ah no, sì lieta sorte
Non osa il cor sperar.
Il Duca ov'è?... Si trovi...
Si guidi al mio cospetto...
parte Viscardo
Già torna il rio sospetto
La mente a funestar!
Da che tragge suoi dì
Carlo sepolto.
Men vivo ognor così
Fra pene avvolto...
Ah fosse ormai pur ver.
Che'l figlio è spento!
Più non dovrei temer
Sinistro evento.
Cadrebbe il genitor
Tosto al mio sdegno:
Potrei goder allor
Tranquillo il regno.
E Viscardo indugia ancor?...
Quanto è lento il suo venir!...
Più mi rende encerto il cor
Ciel! Che barbaro martir!
O contento desiato!
Sei pur giunto, o dì beato!
Se vendetta avrò fra poco,
Non mi resta che bramar.

CORO
L'ira tua, signor, dia loco,
Or che devi all'ara andar
i Grandi ad un cenno di Filippo partono

II
Filippo, Viscardo, Fernando ed Uggero.

VISCARDO
È quegli il mio Signor. A lui t'avanza.

FERNANDO
(Ecco l'indegno! Alla sua vista io fremo!)

FILIPPO
Chi sei?

FERNANDO
Guerrier son di ventura. Il nome
È Adolfo. Là del Mincio
In riva ebbi la cuna.
E'l mio cor è maggior di mia fortuna.

FILIPPO
Donde certezza avesti
Che Fernando morì?

FERNANDO
Spirar lo vidi
Io stesso.

FILIPPO
Dove?

FERNANDO
Della Scozia, tomba
Gli è il suolo. Quivi da mortal ferita
Cadde trafitto, ché per l'Anglia il ferro
Ei pur rotava in campo.
Nell'estremo suo duolo un foglio trasse
E appena ebbe a me detto
Che qui ponendo il piede
Nol dessi che alla suora.
Per la gran piaga escì lo spirto fuora.

FILIPPO
con simulato duolo
Oh caso atroce, e crudo!...
Chiude sigillo il foglio?

FERNANDO
No.

FILIPPO
Mel porgi.
Fernando gli dà il foglio. Filippo apre con ansietà e legge
Fernando alla germana.
In cruda doglia io moro.
Lunge da' miei più cari.
Ama il padre, l'adora;
Ed il tuo affetto immenso
Nella perdita mia gli dia compenso.
(Di Fernando son le cifre...
Le ravviso... Alfin mi sento
D'ineffabile contento
Tutta l'alma inebriar!)

FERNANDO
(Di mia morte già l'iniquo
Gode, esulta!... ah scellerato!...
No; Fernando invendicato
Norn morì ... dovrai tremar):

VISCARDO
(Deh quel giubilo reprimi.)
a Filippo
Sappi ancora simular.

FILIPPO
Taci, e serba occoulto il foglio.
Pria che Bianca a me sia sposa.

FERNANDO
Ne' miei detti ormai riposa.
Sarò fido esecutor.

FILIPPO
Servir brami?

FERNANDO
Si il desio?

FILIPPO
Pugnar vuoi?

FERNANDO
Per Agrigento.

FILIPPO
Sarai dunque, tel consento,
Suo campione e difensor.
Va', ti unisci a' tuoi guerrieri.
Fa con essi a noi ritorno.
La tua schiera a questo giorno
Nuova fama arrecherà.
suono di trombe

VISCARDO
Odi, squilla già le trombe,
a Filippo
Vanne Bianca ad incontrar.

FILIPPO
Vado...
a Fernando
Udisti?

FERNANDO
Il cenno appresi.

FILIPPO
E sarai?

FERNANDO
Fedele. Il credi.

FILIPPO
(Ma nel petto non intesi
Tanto il core giubilar).

FERNANDO, FILIPPO E VISCARDO
Col brando di morte
Fia spento l'orgoglio:
Difendere il soglio.

FERNANDO
Mia cura sarà.

FILIPPO
Tua cura sarà.
(E l'empio... paventi...
Svenato cadrà).

VISCARDO
(L'estremo contento
Frenare non sà).
partono

Scena terza
I
Piazza d'Agrigento.
Clemente, Eloisa, Grandi e Damigelle.

VOCI DI POPOLO VICINO ALL'ATRIO
Viva Bianca! Viva ognor!...

TUTTI
A quel grido sì festivo.
Che su l'ali, qual foriero.
Vola, e apporta il grato arrivo.
La sua gioia acquista il cor.

CLEMENTE E VISCARDO
Langue e geme questo cor.

II
La Duchessa accompagnata da Filippo, Clemente, Viscardo e Eloisa,e preceduta da Grandi e Damigelle,  Guardia Ducala e Cavalieri.

POPOLO
Viva Bianca! Viva ognora
D'Agrigento il gran sostegno!
Viva ognor di questo regno
L'alta speme e lo splendor!

TUTTI
Si festeggi, e tutta echeggi
Di piacer la Reggia intorno:
Sia pur sacro questo giorno
Al contento ed al goder.
Più non tornino gli affanni
Ad ombrar di Bianca il viso
Ma si vegga sempre il riso
Su quel labbro risieder.

BIANCA
Miei fidi amici, a tanto amor sono grata.
Non più. Cessi il clamor. Ciascun m'ascolti:
Ogni stato, ogni prence
Contende il mio riposo.
Poiché me vede orba di padre e sposo.
Troncar perciò decisi un tanto ardire.
Ponendo un difensor del trono a parte.
Che voi servar ben sappia
D'ogni avvenir funesto.
Scelto già fu da me. Filippo è questo.
La mia scelta a voi sia grata.
Ai nemici di spavento:
La fortuna d'Agrigento
Gloriosa ognor sarà.
Di filippo il braccio forte
Sarà fulmine di morte.
Che su capo dei superbi.
Spaventoso scoppierà.

CORO
Sì, nella sua virtude
Confida il nostro cuore:
Eterno omaggio e amore
Da noi Filippo avrà.

BIANCA
Contenta appien quest'anima
Oblia le antiche pene;
Unita al caro bene.
Felice ognor sarà.
Fra i palpiti soavi
A cui resiste appena.
Del suo piacer la piena
Esprimere non sa.

III
Fernando, Uggero e i suoi guerrieri.

FILIPPO
Mira, o Bianca: per tua gloria.
Stuol guerriero a te presento;
Pronto all'armi ed al cimento.
Con valore pugnerà.

CORO
Vieni, vieni e qui sofferma.
Prode stuolo valoroso:
La sua pace, il suo riposo
Dal tuo brando ognun si avrà.
Splenderà per te più saldo
D'Agrigento il nuovo soglio:
Certa morte ogni ribaldo
Nel tuo ferro troverà.

FERNANDO
(Ciel! chi veggio? Qual momento!)

BIANCA
a Filippo
Il lor Duce?

FILIPPO
a Fernando
T'avvicina.

BIANCA
Cavalier, a me t'avanza.

FERNANDO
Obbedisco...

BIANCA
(Qual sembianza!)

FILIPPO
(Che! Si turba!)

FERNANDO
(Forza, o cor!)

BIANCA
Donde vieni?

FERNANDO
Dal Tamigi.

BIANCA
Là pugnasti?

FERNANDO
E trionfai.

BIANCA
L'idea cara del germano.
Che sen visse ognor lontano.
Mi ridesta il tuo valor.
Ah Fernando! ... Ah dove sei?

FILIPPO
(Qual pensiero!)

FERNANDO
Chi? ... Fernando? ...

BIANCA
Tu il conosci?

FERNANDO
Sì.

BIANCA
Potrei nuova alcuna udir da te?

FILIPPO
Là del Tago in sulle rive.
Disse Adolfo, che sen vive...

BIANCA
Parla... dimmi... il genitore
Si rammenta?

FERNANDO
In ogn'istante.

BIANCA
E di Bianca?

FERNANDO
Si sovviene.

BIANCA
Dunque a che non riede a me?

FILIPPO
a Viscardo
Vana speme.

FERNANDO
quasi fuori senno
E che? Il vorresti.
Sciagurata!... di tue colpe
Spettator?...

BIANCA
sorpresa
Ah! che dicesti?...

FERNANDO
rimesso
Sì... ti calma.... a te... verrà...

Bianca rimane fissa ed immobile. Quadro generale di sorpresa e di stupore

FERNANDO,
(Ah! che l'alma invade un gel!
M'è sul ciglio un denso vel!
Ella è in preda a fier dolor!
Ciel! che dissi! Ahi qual error!)

FERNANDO, CLEMENTE E UGGERO
(Ah! che l'alma invade un gel!
M'è sul ciglio un denso vel!
Ella è in preda a fier dolor!
Ciel! che dissi! Ahi qual error!)

FILIPPO, ELOISA E VISCARDO
(Qual mistero! Oh giusto Ciel!
Deh! tu squarcia il denso vel!
Duolo addita il suo squallor!
Qual l'ingombra idea d'orror!)

BIANCA
(Ah! Che l'alma invade un gel!
M'è sul ciglio un denso vel!
Grave angoscia opprime il cor!
Ciel! che intesi! Ahi qual terror!)

CORO
(Qual mistero! Oh giusto Ciel!
Deh! tu squarcia il denso vel!
Duola addita il suo squallor!
Qual l'ingombra idea d'orror!)

FILIPPO
Qual da folgore colpita
Rimanesti!...

BIANCA
Come! Io?...
rimettendosi
Dell'erante fratel mio
Fu il pensier che mi turbò.

FILIPPO
Deh! serena i mesti rai:
Un ingrato scorda ormai.
Che insiem patria, padre e suora
Da' prim' anni abbandonò.

BIANCA
Obbliarlo! ... E chi'l potria?...

FERNANDO
(Non resisto)

FILIPPO
Ma tu piangi?

FERNANDO
Ti rincora.

CORO
Che mai fia?

BIANCA
Mi lasciate.

CORO
Che sarà?

TUTTI
(Lieto apparve questo giorno.
Ma di duol coverto è già!)

BIANCA
(Rode, e lacera il mio petto -
Quel suo detto, - quel furore:
Ed oppresso, e incerto il core.
Più risolversi non sa).

FERNANDO, CLEMENTE, UGGERO
(Rode, e lacera il mio petto -
Quell'aspetto, - il suo dolore:
Soffre, smania, ha incerto il core.
Più risolversi non sa).

TUTTI I RIMANENTI
(Rode, e lacera il mio petto -
Il sospetto, - ed il timore:
Ma finor l'incerto core.
La ragion qual sia non sa).
 

Atto secondo