Scena prima
I
Galleria nel castello
di Binasco preparata per tener Tribunale; Guardie alle porte.
le Damigelle
di Beatrice e Cortigiani
DAMIGELLE
Lassa! E può il ciel permettere
Questo giudizio infame!
GENTILUOMINI
Ella non può sottrarsene:
Già cominciò l'esame.
Possa dinanzi ai giudici
Darvi fedele amor
Forza e virtù maggior
Che ad Orombello non diè!
DAMIGELLE
Come! L'incauto, il debole
Forse al timor cedè?
Forse, forse?
Voi impallidite!
GENTILUOMINI
Ahimè!
DAMIGELLE
Parlate!
GENTILUOMINI
Che rimembrar?
DAMIGELLE
Parlate!
GENTILUOMINI
Ascoltate!
Dal tenebroso carcere,
Ove rinchiuso ei venne,
Al tribunal terribile
Fermo si presentò.
Quivi minaccie, insidie
Intrepido sostenne,
Quivi martir e spasimi,
Quanto potea, sfidò.
DAMIGELLE
Ahi, sventurato! Ahi misero!
Nè I barbari placò?
GENTILUOMINI
Ahi!
DAMIGELLE
Né i barbari placò?
GENTILUOMINI
Tratto tre volte in aere,
Tre volte in giù sospinto,
Sol con profondi gemiti
Prima il suo duol mostrò.
Quindi spossato e livido,
D'altro pallor dipinto,
China la fronte e mutolo,
esanime sembrò.
DAMIGELLE
Ahi, ferrei cori! Ahi, barbari!
Tanto il meschin penò?
GENTILUOMINI
Ahi!
Ma poichè gli occhi languidi
Ebbe dischiusi appena,
quando il feroce strazio
anco apprestar mirò,
più non potendo reggere
all'insoffribil pena,
sè confessò colpevole,
complice lei gridò.
DAMIGELLE
Ahi!
GENTILUOMINI
Più non potendo reggere, ecc.
DAMIGELLE, GENTILUOMINI
Ahi, sventurata! Ahi misera!
Ah! Niun salvarla può.
Ahi sventurata!
si allontanano
entra Filippo con Anichino e Soldati
FILIPPO
Omai del suo destino arbitra solo
Esser deve la legge.
ANICHINO
E qual v'ha legge,
Che a voi non ceda?
Oh, ve ne prego, o Duca,
Per l'util vostro.
A voi funesto io temo
Questo giudizio:
Già ne corse il grido
Per le vicine terre,
E il popol freme,
E lei compiange.
FILIPPO
Né Filippo il teme.
agli uomini d'arme
Fino al novello dì sian di Binasco
Chiuse le porte, nè venir vi possa,
Nè uscirne alcuno; allor chi il
popol veda
Quest'idol suo di tanto error convinto,
Dirà giustizia quel che forza or
dice.
ANICHINO
E chi di Beatrice retto giudice fia
Dove l'accusa Filippo intenti?
FILIPPO
Or basta. Omai pon modo
Al tuo soverchio zelo.
Il Consiglio s'aduna.
ANICHINO
(Oh istante! Io gelo!)
Escono i Giudici e si vanno a collocare ai loro posti. Rizzardo presiede al consiglio. Filippo siede in un seggio elevato. La galleria si empie di Dame e di Cavalieri: in mezzo alle Dame vedesi Agnese.
ANICHINO
(Oh, troppo a mie preghiere
sordo Orombello!
Fu presago il mio timor!)
AGNESE
(Di mia vendetta è giunta
l'ora bramata; eppur non son lieta.
Qual mi sgomenta il cor voce segreta!)
FILIPPO
Giudici, al mio cospetto
Non v'adunaste mai per più grave
cagion;
Portar sentenza dovete voi
Di così nero eccesso
Che denunziarlo fui costretto io stesso:
Pur al giudizio vostro
Forza non faccia alcuna
L'accusator, nè l'accusata;
E in mente abbiate sol
Che a voi sentenza io chiedo
Cui proferir potea sovrana autorità.
GIUDICI, NOBILUOMINI
Venga la rea.
IV
Beatrice entra
fra le Guardie.
GIUDICI, NOBILUOMINI
Di grave accusa il peso
Pende sul vostro capo.
A noi dinanzi vi possiate scolpar!
BEATRICE
E chi vi diede
Di giudicarmi il dritto?
Ovunque io volga gli occhi sorpresi,
Altro non veggo intorno
Che miei vassalli.
FILIPPO
Il tuo sovran non vedi?
Il tradito tuo sposo?
BEATRICE
Io veggo un empio
Che I benefici miei paga d'infamia,
L'amor mio di vergogna.
FILIPPO
Amor tu dici! Tramar co' miei nemici,
Ribellarmi I vassalli,
E far mia corte
Campo di tresche oscene
Con citaredi, quanto abbietti, audaci;
Chiami Filippo amar?
BEATRICE
Taci, deh! Taci.
Ferma udir posso
Ogni altra accusa tua…
Ma il cor si scuote e freme
A sì vil taccia.
Ah! Non voler, Filippo,
Di Lascari la figlia
E d'un eroe la vedova infamar.
GIUDICI
Il reo t'accusa complice tuo.
Venga Orombello.
BEATRICE
(O ciel! La mia virtù sostieni.)
TUTTI
Eccolo.
V
Orombello entra
appoggiato alle Guardie.
AGNESE
(Oh! Come lo ridusse, infelice,
il furor mio!)
OROMBELLO
s'inoltra lentemente
e vacillando
A quai novi martir tratto son io!
BEATRICE
Orombello!
OROMBELLO
(Oh voce! È dessa…
E morire io non potei!)
BEATRICE
Orombello! Oh sciagurato!
Dal mentir che hai sperato?
Viver forse? Ah! Dove io moro
Vita speri da costoro?
Tu morrai, con me morrai,
Ma qual reo, qual traditor.
OROMBELLO
Cessa, ah cessa. Ah tu non sai…
Di me stesso io son l'orrore.
Io soffrii… soffrii tortura
Cui pensiero ah, non comprende…
Non potè… la fral natura
Sopportar le pene orrende…
La mia mente vaneggiava,
Il dolor, non io , parlava.
Ma qui, teco, al mondo in faccia,
Or che morte ne minaccia,
Innocente ti proclamo,
Grido perfidi costor!
BEATRICE
Grazie, o ciel!
AGNESE
(Oh! Mio rimorso!)
ANICHINO
a parte, a Filippo
L'odi, o Duca?
FILIPPO
a parte, a Anichino
Oh, l'odo e fremo!
TUTTI
Troppo omai tu sei
trascorso;
Bada e trema.
FILIPPO
Trema.
OROMBELLO
Sol ch'io mora perdonato
Da quest' angelo d'amor.
FILIPPO, GIUDICI
V'han supplizi, o forsennato,
A strapparti il vero ancor.
Orombello si trascina verso Beatrice.
BEATRICE
Al tuo fallo ammenda festi
Generosa, inaspettata, rip.
Il coraggio mi rendesti,
Moro pura ed onorata.
Ti perdoni il ciel clemente,
Col mio labbro, col mio cor, rip.
OROMBELLO
Ah! Non morrai,
Non morrai: nè
ciel, nè terra
Soffrirà
sì nero eccesso.
A me stanco in tanta
guerra,
A me sia morir concesso.
FILIPPO
(In quegli atti,
in quegli accenti,
v'ha poter ch'io
dir non posso.
In quegli atti,
ecc.)
Cedersti ai lor lamenti,
Ne saresti, o cor, commosso?
No: sottentri a vil pietade
Inflessibile rigor, ecc.
CORTIGIANI
Oh qual dolor!
BEATRICE
Al tuo fallo ammenda festi, ecc.
Ti perdona il ciel
clemente
Col mio labbro,
col mio cor, ecc
AGNESE
(In quegli atti,
in quegli accenti
v'ha poter che dir
non posso.
Ah, già sorge
ai lor lamenti
Il terribile rimorso…
Ah sul cor, sul
cor mi cade
Quel compianto,
quel dolor, ecc.)
CORTIGIANI
In quegli atti,
ecc.
Ah, sul cor, ecc.
FILIPPO, GIUDICI
(Cederesti ai lor
lamenti, o cor?
No, sottentri al
vil pietade
Inflessibile rigor,
ah, sì, ecc.)
OROMBELLO
Non morrai; né
ciel nè terra, ecc.
M'offrirò
col tuo perdono
Lieto innanzi al
mio Signor, sì, ecc.
FILIPPO
Poichè il reo smentisce il vero,
Fia sospesa la sentenza.
ANICHINO
Sciorli entrambi è mio pensiero.
FILIPPO
Sciorli?
AGNESE
Oh gioia!
GIUDICI
No; nol puoi.
Vuol la legge I dritti suoi!
Nuovo esame fra tormenti
Denno i pria subir costoro.
BEATRICE
O iniqui!
OROMBELLO
Oh mostri!
AGNESE, ANICHINO,
DAME
Ella pure?
OROMBELLO
Chi porrà su lei le mani?…
Tuoni pria sui capi
vostri,
Tuoni il ciel!
FILIPPO, GIUDICI
S'allontani il forennato.
Guardie, olà!
BEATRICE
ai Giudici
Deh! Un istante…
a Filippo
Un solo accento.
Ah! Non temer d'udir lamento.
Io sol t'avverto… il ciel ti vede;
Hai tempo ancora.
FILIPPO, GIUDICI
Va: pei rei non v'ha mercede…
T'abbandono al suo rigor.
Sì; vuol
la legge I dritti suoi:
V'abbandono al suo
rigor, ecc.
AGNESE
(Io reggo appena…
oh Dio!
Chi mi cela al mondo
intier?)
ANICHINO, DAME
Ah! Pietà!
Si spezza il cor,
Ah! Sì, sì
spezza il cor!
Ah, qual misfatto,
ah, qual orror!
Ah, qual misfatto
orrendo! ecc.
FILIPPO
Ite entrambi, e poichè il vero
Il rimorso non vi detta,
Il supplizio che v'aspetta
Vi costringa e strappi il vel.
GIUDICI
Ite entrambi, ecc.
ANICHINO, DAME
Oh misfatto! Ho
in core un gel!
BEATRICE
Ah! Se in terra a tal tiranni
È virtude abbandonata,
D'una vita si sventurata
È la morte men crudel.
FILIPPO
Ite entrambi, ecc.
GIUDICI
Ite entrambi, ecc.
AGNESE
(Chi mi cela al
mondo intero?
Ho in core un gel!)
ANICHINO, CAME
Oh misfatto! Ho
in core un gel!
BEATRICE
Ah! Se in terra, ecc.
… è men crudel,
ecc.
AGNESE
(Ah, si spezza il
cor! Oh misfatto!
Ho in core un gel,
ah pietà!
Chi mi cela al mondo,
al ciel?)
OROMBELLO
Morte è men
crudel, ecc.
ANICHINO, DAME
Ah, si spezza il
cor, ecc.
Oh! Misfatto! Ho
in core un gel, ecc.
Ah pietà,
ecc.
FILIPPO, GIUDICI
Ite, entrambi, ecc.
La condanna vi strappi
il vel.
Orombello e Beatrice partono fra le Guardie da porteopposte. Il Consiglio si scioglie. Filippo rimane pensoso passegia a lunghi passi. Agnese si avvicina ad esso tremante.
AGNESE
Filippo!
FILIPPO
Tu! Ti appressa…
D'uopo ho d'udir tua voce.
AGNESE
Oh, al cor tiscenda pietosa,
Sì, che al perdonar ti pieghi.
FILIPPO
Sei tu che preghi, Agnese?
E per chi preghi?
Vieni: ogni tema sgombra:
Il regal serto è tuo.
AGNESE
Serto! Ah! Piuttosto
S'aspetta a me d' penitenti il velo.
FILIPPO
Agnese!
AGNESE
Innanzi al cielo,
Innanzi al mondo, io rea mi sento…
Rea della morte
Cui danni un innocente.
FILIPPO
Quai dubbi or volgi,
Strani dubbi, in mente?
Io sol rispondo, io solo,
Di quel reo sangue.
Omai t'acqueta e pensa
Che ad altri tu non dêi,
Fuorché all'amore,
Di Beatrice il soglio.
Ritratti.
AGNESE
Ah! Mio signore!
FILIPPO
Ritratti… il voglio.
Agnese parte
piangendo.
Rimorso in lei? Dov'io
Non ho rimorso altri lo avrà?
Dove alcun l'abbia, il celi:
Il mostrarlo è accusarmi.
Esser tranquillo, sereno io voglio.
E il sono io forse… e il posso?
No… da terror percosso
Mi sento io pur, qual se vicino avessi
Terribil larva, qual se udissi intorno
Una minaccia rimbombar sul vento.
M'inganno? O mi colpì flebil lamento?
porge l'orecchio
E dessa, dessa che dai tormenti
Al carcer passa...
Ch'io non n'oda la voce!
Oh! Chi appressa?
VII
entra Anichino
con Dame e Cortigiani.
ANICHINO
Filippo, la Duchessa non confessò;
Pur la condanna tutto il Consiglio,
E il nome tuo sol manca
alla mortal sentenza.
FILIPPO
riceve la sentenza
Non confessò!
ANICHINO
Costante è l'innocenza.
DAME, CORTIGIANI
E in vostra man, signore,
Dell'infelice il fato: rip.
Ceda il rigor placato
Al grido di pietà.
Pietà, pietà.
FILIPPO
No… si resista…
Il decreto fatal si segni alfine.
Si appressa al
tavolino per segnare la sentenza: si arresta.
Ah! Non poss'io:
Mi si solleva il crine!
Qui m'accolse oppresso, errante,
Qui diè fine a mie sventure…
Io preparo a lei la scure!
Per amor supplizio io do!
Ah! Mai più d'uman sembiante
Sostener potrò l'aspetto:
Sulla terra maledetto,
Condannato in ciel sarò, ecc.
Ella viva.
sta per strappare
la sentenza
Qual fragor!
Chi s'appressa? Ite… vedete.
I Cortigiani escono frettolosi.
DAME
Crudo inciampo!
FILIPPO
ai Gentiluomini
tornati
Ebben?
GENTILUOMINI
Signor!
Alle mura provvedete.
Di Facin le bande antiche
Si palesano nemiche;
Osan chieder la Duchessa
E Binasco minacciar.
FILIPPO
Ed io, vil, gemea per essa!
M'accingeva a perdonar!
sottoscrive
Si eseguisca la sentenza.
CORTIGIANI
Ah! Signor, pietà , clemenza!
Ah! Signor, signor, pietà!
FILIPPO
Non son io che la condanno:
È la sua, l'altrui baldanza.
Empia lei, non me tiranno
Alla terra io mostrerò.
(Cada alfin, e tronco il volo
sia così di sua fidanza;
un sol trono, un regno solo
vivi entrambi unir non può.)
CORTIGIANI
Ah! Signor, pietà, clemenza!
Ah! Signor, pietà, pietade,
Ah! Per lei, signor pietà, ecc.
FILIPPO
Non son io che la condanno, ecc.
…unir non può!
CORTIGIANI
Ah! Non v'è
pietà, pietà!
Ah! Il destin l'abbandonò.
Vestibolo terreno
che mette alle prigioni del castello
Damigelle e Famigliari
di Beatrice escono dalle prigioni, tutti vestiti a lutto. D'ogni lato sentinelle.
DAMIGELLE, FAMIGLIARI
Prega.
Ah no, non sia la misera
Nel suo pregar turbata.
Mai non salì di martire, sì,
Prece al Signor più grata:
Nè mai più puro spirito
Ei contemplò dal ciel,
Santo d'amor, di zelo,
Santo del suo soffrir.
Ah, la costanza impavida
Onde sfidò I tormenti, sì,
Data le sia negli ultimi
Terribili momenti!
E la virtù che tantano
Macchiar I suoi tiranni,
Provin gli estremi affanni,
Suggelli un pio morir, ecc.
Beatrice esce dalla prigione umilmente vestita, e coi capelli sugli omeri; passeggia lentamente e a fatica. Tutti la circondano inteneriti e in silenzio.
BEATRICE
Nulla io dissi…
Di sovrumana forza m'armava il cielo.
Io nulla dissi. Oh gioia!
Trionfai del dolor…
Perchè piangete?
Nè con me v'allegrate?
Io moro, amici, ma gloriosa,
Ma di mia virtude nel manto avvolta.
Non così gl'iniqui che calpestata
E afflitta han l'innocenza.
Dell'iniqua sentenza
L'universo gli accusi!
DAMIGELLE, FAMIGLIARI
Ah! Sì.
BEATRICE
Mia morte Filippo infami,
E il sangue mio versato
Piombi sul traditor, qualunque ei sia,
Che del misfatto complice si rese.
Dio li punisca con la vita!
Agnese dall'alto ode le parole di Beatrice, getta un grido e scende rapidamente.
AGNESE
Ah!
BEATRICE, DAMIGELLE, FAMIGLIARI
Agnese!
AGNESE
Pietà! La mia condanna non proferir.
A' piedi tuoi mi lascia
Morir d'angoscia e di rimorso.
BEATRICE
Agnese! Rimorso in te?
AGNESE
Rimorso eterno.
A morte sol io ti spingo...
Io d'Orombello ardea...
BEATRICE
Oh! Che di' tu?
AGNESE
Credea te mia rivale
E violai tue stanze, furai tuoi scritti,
E il sangue tuo comprai con l'onor mio.
BEATRICE
Perfida!… taci… fuggi…
Ch'io non ti vegga, ch'io non sia costretta
In quest'ora funesta
Col cor morente a maledir.
AGNESE
Oh! Arresta.
Odesi dalle torri la voce di Orombello.
OROMBELLO
Angiol di pace, all'anima
La voce tua mi suona.
Segui, o pietoso, e inspirami
Virtù di perdonar.
AGNESE
Egli perdona!…
Beatrice, vivamente commossa, si appressa ad Agnese. Segue il canto d'Orombello.
BEATRICE
Con quel perdono,
o misera,
Ricevi il mio perdono.
Salga con queste
lagrime
A un Dio di pace
e amor.
OROMBELLO
Angiol di pace,
ecc.
AGNESE
Ah! La virtù di vivere
Da te ricevo in
dono;
Vivrò, vivrò
per piangere
Finchè si
spezzi il cor, ecc.
OROMBELLO
O pietoso, ah! Segui,
ecc.
BEATRICE
Ricevi il mio perdono,
ecc.
OROMBELLO
Segui o pietoso e inspirami
Virtù di perdonar, pietoso…
BEATRICE
Chi giunge?
AGNESE, ANICHINO, DAMIGELLE, FAMIGLIARI
Ohimè!
BEATRICE
Lo veggio...
Il funebre corteggio.
si presenta Rizzardo con Alabardieri e Ufficiali
AGNESE, ANICHINO, DAMIGELLE, FAMIGLIARI
E più speme non v'è!
BEATRICE
La mia costanza non mi togliete.
Anche una stilla e poi
Fia vuotato e inaridito
Questo calice amaro.
AGNESE, ANICHINO, DAMIGELLE, FAMIGLIARI
Iddio ritirarlo dal tuo labbro non può!
BEATRICE
Mi dié coraggio al sacrifizio Iddio.
Rizzardo s'inoltra cogli Alabardieri
Eccomi pronta.
AGNESE
Io piò non reggo!
sviene
BEATRICE
Addio.
Ah! Se un'urna è a me concessa,
Senza un fior non la lasciate,
E sovr'essa il ciel pregate
Per Filippo, e non per me.
avvicinandosi ad
Agnese svenuta
Rammentate a questa oppressa
Che morendo io l'abbracciai,
Che all'Eterno il core alzai
A implorar per lei mercè, ecc.
ANICHINO, DAMIGELLE, FAMIGLIARI
Oh, infelice! Oh, infelice!
BEATRICE
Per chi resta il ciel pregate,
Per chi resta, e non per me.
ai Soldati
Io vi seguo.
DAMIGELLE, FAMIGLIARI
Deh! Un amplesso concedete.
BEATRICE
Io v'abbraccio.
Ah! La morte a cui m'appresso
È trionfo, e non è pena:
Qual chi fugge a sua catena
Lascio in terra il mio dolor.
E del Giusto al sommo seggio,
Ch'io già miro, ah, e già
vagheggio,
Della vita a cui m'involo
Porto solo il vostro amor.
DAMIGELLE, FAMIGLIARI
Oh infelice, a qual serbate
Fûr le genti orrendo esempio!
Tristo il suolo in cui lo scempio
Di tal donna, oh Dio! Si fé!
BEATRICE
Non piangete!
Ah! La morte a cui m'appresso, ecc.
DAMIGELLE, FAMIGLIARI
Deh! Un amplesso concedete.
BEATRICE
Ah! M'involo…
Porto solo il vostro amor…
DAMIGELLE, FAMIGLIARI
Chi non piange non
ha cor!
BEATRICE
… ah, l'amor!
Beatrice si allontana fra le Guardie, si volge e pronunzia l'ultimo addio. Tutti gliastanti s'inginocciano.
FINE DELL'OPERA
| - | - | Atto primo | - | - | Atto secondo |
| Scena 1: |
|
coro, Filippo | Scena 1: |
|
damigelle, gentiluomini |
| - |
|
Agnese, Filippo, coro | - |
|
Filippo, Anichino |
| Scena 2: |
|
Agnese | - |
|
giudici, Filippo, Anichino, Agnese |
| - |
|
Agnese, Orombello | - |
|
giudici, Filippo, Anichino, Agnese, Beatrice |
| Scena 3: |
|
Beatrice, coro | - |
|
giudici, Filippo, Anichino, Agnese, Beatrice, Orombello |
| - |
|
Rizzardo, Filippo | - |
|
Agnese, Filippo |
| - |
|
Beatrice, Filippo | - |
|
Filippo, Anichino, cortigiani |
| Scena 4: |
|
coro d'Armigeri | Scena 2: |
|
coro |
| - |
|
Beatrice | - |
|
Beatrice, coro |
| - |
|
Beatrice, Orombello | - |
|
Beatrice, Agnese, Orombello, coro |
| - |
|
Beatrice, Orombello, Filippo, Agnese, Anichino, coro | - |
|
Beatrice, Agnese, Anichino, coro |